Sulla croce si sale e dalla croce si scende; in qualche modo essa è il luogo dove si congiunge la nostra infinita tensione a voler scalare e conquistare il cielo allinfinita umiltà di Dio che scende fino al nostro niente per solo amore.
Di croce si muore e dalla croce si riceve la vita: è il mistero della fede che riesce a sciogliere il nodo ultimo dellesistenza: perché il dolore? Perché la morte? Perché il dolore e la morte dellinnocente? Per sbrogliare queste domande, Nicodemo - fariseo, capo dei giudei, uomo giusto e saggio - si reca da Gesù, di notte.
Un colloquio notturno, quello fra Gesù e Nicodemo, a simboleggiare la notte protesa verso il giorno, il dubbio che cerca la luce della verità. E Gesù, in risposta, indica il segno misterioso della croce dove la notte si fa giorno, il dolore manifesta lamore, la maledizione si tramuta in salvezza. La figura di Nicodemo tornerà al tramonto della vicenda umana delluomo di Nazareth: lo difenderà prima e ne seppellirà il corpo in una tomba nuova dopo la tragedia del calvario. In anticipo, però, Nicodemo viene istruito sulla possibilità di leggere e interpretare i segni in altro modo; non più dal basso, secondo la sapienza e lesperienza umana, ma dallalto, secondo la logica e la sapienza di Dio. Tornano, ancora una volta, le coordinate spaziali della croce: lalto e il basso.
Ogni esperienza religiosa trova senso dinanzi alla croce di Cristo. Le religioni (tutte, nessuna esclusa), in parole semplici, non nascono solo dal basso, e cioè dal desiderio religioso dellumanità, ma anche e contemporaneamente dallalto (o dallintimo), e cioè dal rendersi presente del Mistero. Se la rivelazione pone laccento sul movimento di Dio verso la creatura, lascetica e la mistica rendono evidente lascesa della creatura e il suo libero aprirsi allazione di Dio che illumina e trasforma. Rivelazione e mistica sono, insieme, linizio e la meta dellesperienza e della tradizione dogni religione.
Tutto questo processo è documentabile dalle scienze della religione (etnologia, sociologia e psicologia religiosa, storia delle religioni), esso però sillumina di fronte a Gesù Cristo che è, allo stesso tempo, il Logos, la parola definitiva di Dio allumanità, e anche Colui che si svuota di Sé sino a donare tutto sulla croce. In Gesù crocifisso e risorto rivelazione e mistica vengono a coincidere perché il Logos fatto carne, donando tutto di Sé, rivela lAgape, lAmore che è Dio. Di queste cose parlavano Gesù e Nicodemo, di notte.
Gesù è lunico rivelatore delle cose del cielo. Fatto uomo per comunicare la vita di Dio. Un mistero di abbassamento e di rivelazione che si compirà sulla croce. Allora lumanità potrà comprendere levento scandaloso e sconcertante della salvezza per mezzo della croce e guarire dal suo male, come gli ebrei nel deserto guarirono dai morsi dei serpenti velenosi guardando il serpente di bronzo che Mosè aveva fatto innalzare come segno di vita. Chi accetta Gesù evita la perdizione e ottiene la vita, chi lo rifiuta, rifiuta la salvezza.