Sostegno alle vittime e valorizzazione dei beni confiscati
Sono due i cardini delle iniziative per la legalità che la Regione Campania promuove attraverso la Fondazione Polis, ente appositamente istituito: il sostegno alle vittime della criminalità e la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. In questo mese di novembre sono state due le iniziative promosse dalla Fondazione Polis che vanno proprio in questa direzione. Il 15 novembre è stato siglato un protocollo d‘intesa tra la Fondazione Polis della Regione Campania e l‘Ordine degli psicologi della Campania per il sostegno psicologico ai familiari delle vittime innocenti di criminalità. Dal 22 novembre la Fondazione Polis sta promuovendo, poi, la "Settimana della confisca". Due gli appuntamenti clou: martedì 22 novembre al Teatro di San Carlo di Napoli è stata presentata l‘iniziativa "Facciamo un pacco alla camorra", organizzata in collaborazione con il Comune di Napoli e il Comitato don Peppe Diana. Oggi (25 novembre), all‘Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, si terrà la giornata "I Beni in Comune". A favore dei familiari delle vittime. Il protocollo, firmato dall‘assessore regionale alle Autonomie locali, Pasquale Sommese, delegato dal presidente Stefano Caldoro, e dai presidente della Fondazione Polis, Paolo Siani, e dell‘Ordine degli psicologi della Campania, Raffaele Felaco, vuole essere un passo concreto nell‘attività di sostegno alle persone duramente colpite dal crimine. Gli psicologi offriranno gratuitamente il loro aiuto. "Siamo la prima Regione per numero di vittime innocenti della criminalità, ma siamo anche la prima Regione che crea una squadra in favore dei familiari di queste vittime", evidenzia il presidente della Fondazione Polis, Paolo Siani. "Di questa squadra di persone perbene oggi entrano a far parte anche gli psicologi, il cui apporto sarà fondamentale per alleviare ferite che non si chiuderanno mai, ma che si trasmettono anche alle nuove generazioni", aggiunge Siani, per il quale "solo se i familiari delle vittime non saranno lasciati soli possiamo sconfiggere il crimine. L‘unione è la nostra forza, vogliamo essere un modello per le altre Regioni: nei prossimi mesi perfezioneremo intese con tanti altri Ordini professionali della nostra Regione per svolgere un‘azione sempre più efficace a tutela delle vittime e di chi gestisce i beni confiscati alla camorra". Un anno fa è stato siglato un protocollo con l‘Ordine degli avvocati. Con il contributo di tutti. "Abbiamo accettato la proposta della Fondazione perché sentiamo forte la responsabilità sociale che deriva dalla nostra professione - spiega Raffaele Felaco -. Il nostro scopo è aiutare i familiari delle vittime e tutte le persone anche non direttamente coinvolte nell‘elaborazione del trauma, sia nella fase acuta sia in quella successiva". Il segretario generale della Fondazione, Enrico Tedesco, sottolinea l‘importanza della comunità: "Abbiamo voluto riunire tutte le forze sane impegnate nel contrasto alla criminalità, dai familiari delle vittime alle organizzazioni che si occupano dei beni confiscati, dalle istituzioni alla società civile, perché solo attraverso il contributo di tutti possiamo veramente creare un‘occasione di riscatto per la nostra terra". Dalle parole ai fatti. "Facciamo un pacco alla camorra" è un progetto delle cooperative sociali del casertano che hanno realizzato un cadeau natalizio contenente i prodotti provenienti dai terreni confiscati alla camorra. "L‘attività di sequestro e confisca dei beni procede a gonfie vele, in Campania annoveriamo 1.764 beni sottratti alla camorra tra immobili e aziende - ricorda Siani -. C‘è pero un gap da colmare tra la fase di confisca dei beni e il momento del loro effettivo riutilizzo, prova ne è che solo una piccola quota di questi patrimoni è stata realmente riutilizzata ad uso sociale". Da qui l‘invito: "Rechiamoci tutti nella Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità a comprare questi pacchi e sosteniamo insieme l‘intelligenza, la forza e il coraggio delle cooperative giovanili". Per Valerio Taglione, coordinatore del Comitato Don Diana, "il ‘pacco‘ è l‘opportunità per continuare a costruire comunità alternative alla camorra, contribuendo allo sviluppo di una rete tra cooperative che gestiscono i beni confiscati alla camorra e che producono agricoltura biologica, associazioni e mondo del volontariato, nell‘ottica di una nuova economia capace di dare risposte serie e concrete nel rispetto delle risorse umane e ambientali". "Con il ‘pacco‘ - continua Taglione - assieme agli altri progetti promossi dal Comitato Don Diana, dimostriamo di saper passare dalle parole ai fatti. È questo il nostro obiettivo ed è per questa ragione che abbiamo sostenuto e continueremo a farlo tutte quelle organizzazioni che hanno potenzialità, desiderio e capacità per aggiungere importanti tasselli a questo grande mosaico di rinascita. La resistenza non fa più per noi, siamo ora chiamati alla costruzione di un presente e futuro diverso concretamente e senza rinviare ulteriormente".