La solennità dellImmacolata cade nel periodo di Avvento-Natale, unendo lattesa del Messia e della salvezza con la venuta di Cristo nella carne delluomo e incastonando fra loro la memoria della Madre, la tutta santa. Il Vangelo di oggi mette in relazione la maternità verginale di Maria con la sua Immacolata Concezione: il primo prodigio è unito al secondo inaudito dono di grazia. In entrambi i casi il primato è dellamore di Dio e ladesione di Maria alla volontà dellAltissimo fa da sfondo al mistero adorabile dellincarnazione di Dio.
Se il primato è sempre di Dio, la risposta della creatura è sempre indispensabile. Nel dialogo damore, al sì di Dio risponde il sì di Maria e, come lei, il sì di ogni uomo e ogni donna. Il racconto dellannunciazione, con la presenza tenera e leggera del messaggero divino, ci convince che tutta la vita cristiana è centrata su questo mistero perché va rivissuto latteggiamento di Maria che col suo Sì, ha attratto Dio nel mondo. Dopo infiniti drammi, secondo limmagine dello sposalizio, finalmente lo sposo (Dio) trova la sposa (Maria) del suo cuore ed è abbracciato da chi egli ama.
Il Vangelo apre e chiude con langelo: giunto da Dio, riparte da Maria. Che lo Spirito ci dia occhi per vedere e orecchie per sentire queste presenze di Dio nella vita di ogni giorno. Che ad ogni grido di uomo un angelo possa portare il soccorso e la consolazione della presenza di Dio che ci dice: Eccomi!. E che ad ogni invito di Dio un angelo possa riportargli la nostra risposta, umile e sincera, come quella della Madre immacolata, Madre di Dio e madre nostra: Eccomi!.
Una parola sulla verginità di Maria, sulla sua Immacolata Concezione. Già nellAntico Testamento Dio si era rivolto a coppie di anziani (due fra tutte: Abramo e Sara, Zaccaria ed Elisabetta) donando loro, miracolosamente, un figlio, un futuro. Ora, nella pienezza dei tempi, Dio si rivolge ad una vergine e porta in dono non un figlio, ma Lui stesso si dona a lei facendosi suo figlio. E il Figlio di Dio è il futuro assoluto della storia che supera infinitamente ogni attesa delluomo. La verginità di Maria ci ricorda che ciò che nasce da lei è puro dono di Dio, grazia infinita e inaudita. Ma la verginità di Maria è anche simbolo della povertà radicale della creatura: solo questa povertà è capace di contenere lassoluto di Dio. La verginità di Maria è lespressione della sua fede. E quando la grazia divina incontra la fede delluomo si rinnova il miracolo dellincarnazione e Dio torna nelle vicende della storia umana.
Vivere lattesa del miracolo del Natale è vivere di fede; la fede nella parola che - quotidianamente - Dio ci invia perché possiamo accoglierlo. Ladolescenza di Miriam/Maria smette da unora allaltra. Lannuncio le ha messo il figlio in grembo. Qui cè la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa. Qui cè lamore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tuttaltro. Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille (Erri De Luca).