Un corso per la formazione con prospettive occupazionali
Formare i volontari affinché il loro intervento in situazioni d‘emergenza non sia più dannoso dell‘evento stesso. Con questo obiettivo, la Regione Abruzzo e Legambiente hanno deciso di scendere in campo, creando una vera e propria "task force" per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. Dal 4 al 20 novembre, infatti, partirà un corso di formazione dal titolo "Il volontariato nella salvaguardia del patrimonio culturale dai rischi naturali - Beni mobili". L‘iniziativa, presentata a L‘Aquila lo scorso 8 ottobre dai responsabili di Legambiente e dall‘assessore alla Protezione civile della Regione, Gianfranco Giuliante, che ha garantito il sostegno al progetto mettendo a disposizione anche i locali per le lezioni, vuole assicurare competenze in un settore così particolare nonché aprire importanti prospettive occupazionali per i giovani abruzzesi.
Volontari in campo. Il corso, completamente gratuito e riservato a 50 ragazzi tra i 18 e i 35 anni, rigorosamente residenti in Abruzzo, una volta completato formerà professionisti che verranno messi a disposizione dell‘autorità regionale e delle altre associazioni di protezione civile. Per garantire una formazione di alto spessore qualitativo è importante che gli aspiranti operino già nell‘ambito del patrimonio culturale (e che quindi siano storici d‘arte, restauratori, architetti), che abbiano già delle basi nel settore e ricoprano, o abbiano ricoperto, ruoli di coordinamento e responsabilità in associazioni di protezione civile abruzzesi. Il modulo di adesione si sta diffondendo principalmente nelle facoltà universitarie e presso l‘Accademia e le scuole professionali che trattano tematiche connesse al patrimonio culturale. Le iscrizioni sono aperte fino al 28 ottobre (info: www.legambienteabruzzo.it). L‘intero corso prevede 60 ore di lezione, strutturate in tre moduli intensivi e da tenersi dal venerdì pomeriggio alla domenica, per una durata complessiva di un mese. Tre moduli. Il percorso formativo teorico-pratico affronterà tutte le tematiche connesse all‘intervento dei volontari in caso di calamità, a supporto delle autorità preposte alla tutela dei beni culturali, e si concentrerà in particolare nell‘intervento connesso alla messa in sicurezza dei beni mobili storico-artistici e archivistici. Il primo modulo formativo tratterà temi generali relativi al sistema di protezione civile italiano e alla tutela del patrimonio artistico; il secondo tratterà temi più specifici sulla messa in sicurezza del patrimonio culturale, con particolare riferimento alle esperienze realizzate sul campo in passato e ai rischi naturali; il terzo tratterà temi più specifici sulla messa in sicurezza del patrimonio culturale mobile, con particolare riferimento ai beni archeologici. Ogni modulo formativo prevede poi un‘integrazione alle attività d‘aula con visite in esterna, esercitazioni, "role playing" ed esame di valutazione finale, con attestato. A trasmettere i loro saperi ci saranno personalità di spicco della Protezione civile, dei Vigili del fuoco, degli enti locali, del ministero dei Beni culturali, ma anche della Guardia di finanza e dei Carabinieri. Per il bene del territorio. "Vista l‘esperienza di Legambiente in tutto il territorio nazionale nella tutela dei beni culturali - ha precisato Francesca Ottaviani, coordinatrice nazionale di Legambiente Protezione Civile -, l‘esperienza abruzzese è tanto più importante perché può rappresentare un modello di collegamento tra associazioni e istituzioni e di buona pratica nella formazione e nella prevenzione, anche ‘esportabile‘ su tutto il territorio nazionale". Obiettivo principale del progetto, come ha spiegato anche Antonio Ricci, esponente della segreteria regionale di Legambiente, è quello di realizzare una concreta ed efficace opera di formazione dei volontari di protezione civile per acquisire i saperi e l‘esperienza necessaria per supportare le autorità preposte nella messa in sicurezza del patrimonio culturale in caso di calamità. "Al termine del percorso - ha continuato Ricci - avremo cinquanta abruzzesi in più pronti ad intervenire nella Regione e in tutta Italia in caso di emergenza, coniugando conoscenze, attenzione e rispetto dei ruoli e della catena di comando". Il progetto si pone inoltre l‘importante obiettivo di non disperdere l‘esperienza e la qualità che l‘Abruzzo ha saputo mettere in campo durante la difficile fase dell‘emergenza in seguito al sisma dell‘aprile 2009 e di valorizzarla sul piano nazionale e internazionale. Con oltre 150.000 ore di servizio infatti, i volontari di Legambiente hanno operato nel capoluogo abruzzese in collaborazione con i funzionari del D.P.C. (Dipartimento della Protezione Civile) e del MiBAC (ministero per i Beni e le Attività culturali) nelle procedure di recupero, schedatura e catalogazione dei beni gravemente danneggiati dal terremoto, contribuendo così alla salvaguardia e alla messa in sicurezza di oltre 4.800 opere d‘arte e 250.000 volumi pregiati.