Un sostegno destinato a persone con malattie invalidanti
Con decreto n. 355 del 12 settembre la Regione Campania ha approvato l‘avviso pubblico "Care giver - Sostegno alla famiglia", finalizzato a sostenere le famiglie che vivono situazioni di difficoltà legate alla presenza di persone colpite da malattie progressivamente invalidanti, nell‘ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali previsto dalla legge regionale per la dignità e la cittadinanza sociale (n.11 del 23 ottobre 2007), dal Piano sociale regionale (dgr n.694 del 16 aprile 2009), dalla dgr n.41 del 14 febbraio 2011 ("Il sistema dei servizi domiciliari in Campania"). L‘avviso ha per oggetto il finanziamento di specifiche azioni finalizzate a sostenere i familiari "care giver", in affiancamento ai servizi sociosanitari, promuovendo e sostenendo la realizzazione di progetti innovativi che rafforzino l‘offerta di servizi di assistenza e supporto a persone colpite da malattie progressivamente invalidanti, tra le quali Alzheimer, Sla, distrofia muscolare, sclerosi multipla, patologie tumorali, hiv. Il contributo massimo per ciascun progetto, di durata non superiore a dodici mesi, è pari a 200.000 euro. Possono presentare proposte progettuali, anche in raggruppamento tra loro, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le cooperative sociali, le fondazioni, gli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, gli altri enti di promozione sociale.
Un fatto positivo. "Che la Regione Campania, malgrado le difficoltà economiche, oggi metta parecchi soldi a disposizione del terzo settore per sviluppare il discorso del ‘care giver‘ a favore delle famiglie che hanno congiunti con malattie progressive, è un fatto estremamente positivo. Soprattutto nel momento in cui a livello nazionale si fanno tagli sui servizi sociali e l‘assistenza domiciliare per queste categorie è sempre più problematica". Un "parere positivo" sul bando che "fa intervenire il terzo settore nel campo dell‘assistenza domiciliare" lo esprime Claudio Lunghini, segretario de "Gli Amici di Eleonora" onlus. Sul punto concorda Michele Tarallo, presidente del Forum delle associazioni familiari della Campania: "La Regione va in controtendenza rispetto al Governo, facendosi vicina alle famiglie in difficoltà e coinvolgendo positivamente il terzo settore".
Promuovere le sinergie. Un aspetto del bando meno apprezzato da Lunghini è che i progetti devono avere una durata al massimo annuale: "È vero che oggi le risorse non sono tante e quindi non si può programmare molto a lungo termine, ma il problema è che si creano delle aspettative: ad esempio, se si realizza un progetto riuscito a favore di malati di Sla a casa, sollevando un po‘ la famiglia, ma dopo un anno il progetto non viene riconfermato, diventa ancora più difficile fare tutto da soli". La cifra per progetto è sufficiente? "No, se si vogliono fare progetti integrati particolarmente qualificati - risponde il segretario de ‘Gli Amici di Eleonora‘ -, ma se al bando partecipano associazioni come la nostra che già intervengono nel settore dell‘assistenza domiciliare, quelle risorse rappresentano un‘integrazione e uno sviluppo dei progetti che già sono in corso, permettendo di ampliare la platea. Quindi, le risorse non sono particolarmente importanti, ma mettono in moto un circolo virtuoso per dare un concreto aiuto a tante famiglie che hanno congiunti con malattie invalidanti". Questo bando, inoltre, "promuove la creazione di una rete". "Adesso stiamo avviando - racconta Lunghini - una serie di accordi con realtà che si occupano di distrofia muscolare, Sla, Alzheimer, perché vorremmo presentare un progetto pilota, che dia risultati scientificamente di un certo rilievo. Stiamo lavorando anche a un altro progetto territoriale, anche se sempre nell‘ottica della rete. Con un minimo di cinque realtà riunite si ha il massimo del punteggio nel bando. Il famoso detto dell‘unione fa la forza, mai è stato più giusto che in questa occasione".
Necessarie esperienza e formazione. "Sono contenta di questo avviso pubblico, che risponde ai nostri principi. Infatti, la nostra associazione sta portando avanti due progetti: ‘Home Care Premium Aima... Amiamoci‘, di assistenza domiciliare, e un corso di formazione approvato dalla Regione ‘Care giver Alzheimer‘ di 400 ore, che rilascerà una qualifica a livello nazionale". A parlare è Caterina Musella, presidente dell‘Aima Napoli onlus, sezione campana, che però sottolinea un "aspetto problematico": "Il bando è aperto a tutti, senza alcun requisito di qualità, non è richiesta esperienza. Non vorrei che in questi progetti si utilizzasse personale non adeguatamente formato, mentre proprio vicino ai malati di Alzheimer servono persone qualificate". "L‘esperienza e la formazione sono importanti in una Regione come la Campania - prosegue Musella - dove il bisogno predominante è l‘assistenza domiciliare. Perciò, il bando non dovrebbe favorire un finanziamento a pioggia, ma essere basato sulla premialità di quelle realtà che effettivamente offrono servizi di assistenza con competenza".