Dalla vigna (il Vangelo di domenica scorsa) al banchetto nuziale: in quella il possesso ottenuto con la rapina spinge allomicidio del figlio; anche in questo il rifiuto degli invitati è capace di uccidere. Sia la vigna che il banchetto dicono la storia tra il dono di Dio e il nostro rifiuto. Solo la festa delle nozze è capace di strapparci al dramma della solitudine che ha nella morte la sua ultima uscita. Diversa è la morte del Figlio. La sua croce ha portato le nozze tra Dio e lumanità. Solo un amore così forte da dare la vita è capace di vincere la morte e di apparecchiare il banchetto nuziale.
Per il rifiuto dei servi, il padrone diede la vigna a un altro popolo; per lassenza dei primi invitati il re convoca altri che non erano stati chiamati. Non conta che siano buoni o cattivi; importa che accettino linvito, che entrino, anche allultima ora. Il segno di questa adesione alle nozze del Figlio è proprio labito nuziale, lessere rivestiti di Cristo. Non indossarlo è rifiutare il dono.
Il regno dei cieli non è simile a un re, neppure a un banchetto o a una festa di matrimonio. Il regno dei cieli è simile a tutto questo preso insieme: è simile al rapporto fra il re e suo figlio, allamore del padre che desidera fare festa. Il regno dei cieli non è una cosa, ma una relazione damore che apre alla gioia e alla comunione.
I servi mandati dal re sono i profeti durante la storia di Israele, ma sono anche i missionari di oggi e quelli che portano linvito alla festa dicendo che il regno dei cieli è vicino. Sono servi obbedienti, perseveranti, fedeli fino al dono della vita. Tutto è pronto, manca solo la risposta degli invitati, la loro presenza. La festa non dipende dagli invitati, la festa è nel cuore e nella volontà del re e la festa comunque si farà. Buoni o cattivi sta per tutti; dunque, tutti hanno diritto allinvito perché tutti sono dentro lunico amore del Padre.
Linsegnamento è chiaro, e lo fu subito anche ai farisei che ascoltavano e che si ritirarono in consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi (v. 15): il Signore dice che cè una festa - disertata da coloro che erano stati invitati per primi - e che Dio non si stanca di cercare chiunque, buono o cattivo, facendolo degno di stare alla sua mensa. Dio gode della nostra compagnia.
Dalla storia universale del rapporto di Dio con lumanità, alla nostra storia personale: cerchiamo di presentarci con la veste nuziale al banchetto del re, lEucaristia. La veste nuziale è quella del battesimo, ma anche la grazia del sacramento della riconciliazione, il desiderio del bene che ognuno porta in sé.