La ricompensa del Signore è grande: il centuplo e la vita eterna. È un dono accordato a tutti, cominciando dagli ultimi arrivati. Tutte le ore sono buone per lappuntamento col Signore. Sempre i primi sono stati gelosi della misericordia di Dio. Così il popolo dIsraele, il profeta Giona, il fratello maggiore del figlio prodigo… O come il giovane ricco e tutti quelli che pensano che la vita eterna consista nel fare qualcosa in più, mentre Gesù la promette a chi lascia tutto. Per i primi e per gli ultimi, la salvezza è sempre dono gratuito del Padre, è grazia. Solo che a capirlo subito sono gli ultimi; ai poveri basta poco a credere che ogni cosa ricevuta è un dono.
Le cinque chiamate del vignaiolo possono corrispondere alle età in cui ognuno è chiamato, oppure alle epoche della storia. Conta una cosa: con Gesù siamo allora decisiva. Poi ci sarà la fine del giorno (del tempo) e la ricompensa (la vita eterna). E quanto agli operai, sia che indichino gli ebrei e i pagani, sia che in essi si vedano i popoli dellOriente e dellOccidente, limportante è capire che nessuno è fuori dalla misericordia di Dio e che il privilegio non è dato dallora, ma dallessere chiamati e mandati. Lalternativa è restare disoccupati - letteralmente senza opera - nel senso di mancare di direzione e di senso.
Le ore del giorno chiamate nellantico modo (ora terza, sesta, nona…) fanno pensare anche alla preghiera della Chiesa distribuita nel corso della giornata. Anche questa è una chiamata quotidiana; anche questa è unopera necessaria e capace di dissodare la vigna perché i frutti maturino.
Anche il Vangelo di questa domenica porta la notizia della bontà di Dio. Dio è amore. In questo consiste il suo essere giusto nei confronti di tutti a cui riserva la sua misericordia. Il denaro dato a quelli che ha chiamato alla vigna è la sua misericordia, data per grazia a tutti gli uomini che, prima, erano fermi, senza far nulla, come morti. La chiamata e il dono di Dio salva la vita. Ci salva la vita.