Un nuovo organismo è sorto in Friuli Venezia Giulia per la tutela e lo sviluppo della famiglia. Si tratta della Consulta regionale della famiglia, strumento di confronto per la definizione delle politiche a sostegno dei nuclei familiari. La Consulta, costituita presso il "Servizio regionale politiche per la famiglia e sviluppo dei servizi socio-educativi", è presieduta dall‘assessore regionale competente ed è composta da numerosi membri in rappresentanza di tutte le agenzie che si occupano di famiglia e welfare presenti sul territorio. Trovano voce quindi la associazioni regionali di promozione sociale, il coordinamento per i diritti dell‘infanzia e dell‘adolescenza, la Commissione regionale per le pari opportunità, i consultori, le cooperative sociali, i forum e le associazioni delle famiglie, gli enti locali e le aziende sanitarie. Gli obiettivi. "La Consulta regionale della famiglia dovrà diventare una sede fondamentale di consultazione e confronto con tutti i soggetti interessati, dalle istituzioni alle associazioni, in modo che diventino realmente protagonisti delle scelte", ha annunciato l‘assessore alla famiglia, Roberto Molinaro. L‘organismo punta a rivolgersi, accanto ai nuclei bisognosi, a tutte le famiglie, in particolare quelle con figli (che sulle 530 mila famiglie presenti in Regione sono 160 mila, 1.500 delle quali hanno più di 4 figli), considerate come soggetto e risorsa sociale, ponendole quindi al centro delle politiche del welfare. Il lavoro che si presenta davanti alla Consulta è notevole, a partire dal Piano regionale triennale per la famiglia, che in Friuli Venezia Giulia verrà elaborato per la prima volta. Tra gli interventi in programma sono stati annunciati il riconoscimento delle associazioni delle famiglie e la formula dei sostegni alle gestanti in difficoltà. La situazione in Regione. In Friuli Venezia Giulia ci sono 43 mila famiglie - ovvero circa 96 mila persone - che vivono sulla soglia della povertà e, in generale, lo stato di bisogno tocca il 15% dei nuclei familiari; il 7% raggiunge appena la soglia della sussistenza. Il welfare di comunità va anche in questa direzione, presentando da tempo iniziative volte al sostegno dei nuclei in difficoltà. La Carta famiglia è tuttora l‘intervento principale e per mezzo di essa nel 2010 ben 33 mila nuclei familiari hanno abbattuto i costi dell‘energia elettrica del 55%. Per il futuro si sta pensando all‘implementazione dei servizi sul territorio e alla messa in rete dei beneficiari di tali politiche. Un ulteriore intervento regionale avviato lo scorso anno ha visto lo stanziamento di 2 milioni di euro per un triennio a favore delle famiglie numerose. Inoltre, a seguito della crisi economica, l‘amministrazione si è attivata per contrastare il più possibile gli effetti della perdita e della riduzione del lavoro con misure volte a sostenere il reddito delle famiglie. "I vescovi e le diocesi del Friuli Venezia Giulia - ha comunicato l‘arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato - riconfermano il loro sforzo per la lotta alla povertà in sinergia con le istituzioni e auspicano che la nostra Regione continui a distinguersi con politiche di alto livello a sostegno degli strati più bisognosi della società, per mantenerla territorio nel cuore dell‘Europa virtuoso per livello di civiltà". Il ruolo della Chiesa. Nel sostegno alle famiglie risulta fondamentale l‘aiuto della Chiesa locale, in particolare attraverso le Caritas diocesane e parrocchiali, che all‘attività ordinaria di aiuto ai poveri hanno affiancato iniziative di carattere straordinario per portare sostegno alle nuove forme di bisogno sopraggiunte in quest‘ultimo periodo. Don Paolo Zuttion, direttore della Caritas diocesana di Gorizia, commentando la formazione della nuova Consulta regionale per la famiglia, afferma che "come Caritas siamo perfettamente in linea con questa visione. Noi stessi abbiamo cercato, tramite l‘istituzione dell‘Emporio della solidarietà a Gorizia, di creare un ente gestore nuovo, sorto come associazione di famiglie, finalizzato a sostenere un‘attività di mutuo aiuto". L‘associazione "La Ginestra", nata negli scorsi mesi con il supporto della Caritas isontina, punta infatti con la sua attività ad andare incontro alle necessità delle famiglie, anche in un‘ottica d‘integrazione tra "vecchie" famiglie residenti sul territorio e "nuovi" nuclei che giungono da diverse realtà, "che sono invitati a prendere parte all‘associazione, per lavorare e proseguire insieme", aggiunge don Zuttion, sottolineando che "il confronto tra le Caritas e le realtà del sociale ha fatto emergere come la famiglia sia il soggetto da sostenere nella lotta alla povertà, con la creazione di nuove relazioni, poiché molte volte essa si sente da sola. Attraverso l‘associazionismo è possibile ricreare questi collegamenti che, in un caso di crisi come l‘attuale, possono aiutare a sopportare le fatiche e a superare le difficoltà".