Il concorso per promuovere solidarietà e volontariato
La Regione Liguria ha indetto il concorso "Regione volontaria: facciamo la differenza" per promuovere la solidarietà e il volontariato tra i giovani. L‘iniziativa è rivolta agli studenti delle scuole superiori liguri (ad esclusione di coloro che saranno impegnati, quest‘estate, negli esami di maturità). I ragazzi potranno produrre filmati, video, musiche, videoclip, fotografie, opere grafiche, pittoriche o digitali che possano far riflettere sul volontariato. Il termine per le iscrizioni scade il 31 maggio. L‘iniziativa s‘inserisce nell‘ambito delle attività previste per l‘Anno europeo delle attività di volontariato per promuovere una cittadinanza attiva. Il regolamento prevede che ogni classe possa partecipare con un‘opera collettiva, attraverso la quale approfondire una delle tante declinazioni del volontariato e della solidarietà, dalla non discriminazione allo sviluppo sostenibile, dalla nonviolenza al rispetto dell‘altro. Gli studenti possono rifarsi a esperienze personali o prendere spunto da visite alle associazioni di volontariato. Contro l‘individualismo. "Promuovere il volontariato oggi significa andare controcorrente, contrastare cioè la cultura dominante, indotta dal consumismo, che invita ciascuno, anzi quasi costringe, a pensare alla sola soddisfazione dei propri bisogni". Così Anna Maria Panfili, presidente del Forum ligure delle associazioni familiari. "Il primo bisogno dell‘uomo - spiega - è proprio quello di essere accolto dall‘altro, in modo disinteressato e gratuito ed è questa la grande lezione che s‘impara partecipando sin da giovani ad attività di volontariato: la vera sorpresa è che nell‘altro e nei suoi bisogni troviamo noi stessi e la pienezza della vita, ma è difficile da raccontare, bisogna provarlo in prima persona". Panfili sottolinea l‘importanza della gratuità e del volontariato per la crescita dei giovani: "Una società realmente umana non può fare a meno della gratuità, perché il benessere collettivo dipende dalla qualità delle relazioni umane e solo relazioni disinteressate, basate sulla dedizione reciproca, sulla generosità, sull‘apertura incondizionata all‘altro costruiscono una solida aggregazione sociale". Inoltre, "motivare i giovani a spendere parte del loro tempo libero in attività di volontariato, li aiuta a crescere nella capacità di relazione e, quindi, nell‘abile e onesto esercizio delle libertà, che si fondano appunto sul rispetto reciproco e sulla convivenza pacifica con tutti". Non va poi sottovalutato "l‘importante contributo che la partecipazione al volontariato sa offrire per la progettualità familiare dei giovani: la famiglia è fondata su relazioni di amore, di solidarietà e di assistenza reciproca". "Spendersi per gli altri in modo gratuito - prosegue Panfili - allena in modo efficacissimo a svolgere compiti familiari, a rivestire con reale gratuità i ruoli di figlio, di coniuge, di fratello, di genitore". In quest‘ottica, conclude, "il volontariato è un vaccino efficacissimo contro il moderno virus dell‘individualismo, contro ogni forma di conflittualità e contro solitudine ed emarginazione". Alla base del bene comune. "L‘individualismo e l‘agire sempre per il proprio tornaconto sono segni di debolezza". Per questo "iniziative sul volontariato all‘interno delle scuole sono davvero utili perché è importante che i giovani conoscano le basi su cui si poggia la nostra società", afferma Giovanni Sollenni, presidente del Movimento cristiano lavoratori di Genova. "L‘associazione spontanea e gratuita per il bene comune - evidenzia Sollenni - è infatti l‘inizio di qualsiasi società, anche a livello animale. Tra gli uomini, poi, questa si sviluppa enormemente fino ad includere anche la cura degli ammalati, indigenti, i più deboli, superando le regole della cosiddetta ‘selezione naturale‘. È la solidarietà che nasce nella famiglia che si estende al di fuori di essa verso chi abbiamo vicino, partendo dai più bisognosi". Sollenni si sofferma poi su altri aspetti del volontariato. Oltre a quello sociale e sanitario, è importante anche il volontariato culturale e ambientale che rappresenta "indici di solidità della società stessa". "Il volontariato - sostiene - è importante e i giovani non devono credere che sia un‘attività come un‘altra, per riempire il tempo libero". Infatti, "le varie forme di assistenza e promozione, che oggi conosciamo, sono nate quasi tutte dalla volontà di gruppi cittadini associati con uno scopo benefico, dal volontariato". Solo in seguito, "tali funzioni sono state delegate agli enti pubblici, per svilupparle e diffonderle". Non manca un ammonimento: "Bisogna evitare quell‘eccesso di delega che deresponsabilizza la persona e annulla la partecipazione". Infatti, "lo Stato affianca il cittadino ma non lo può sostituire". Infine, conclude Sollenni, "giova sottolineare che, non a caso, il volontariato è un elemento fortemente caratteristico della cristianità: Cristo ci insegna ad amarci come fratelli e ci dice che, per amarlo, bisogna prendersi cura dei fratelli più piccoli".