Una nuova legge per la scuola, la casa e il lavoro
Prosegue l‘impegno da parte della Regione Friuli Venezia Giulia verso le fasce più giovani. L‘8 febbraio la VI Commissione, che si occupa anche di istruzione e politiche giovanili, ha esaminato una nuova legge per coloro che hanno tra i 14 e i 35 anni e risiedono in Regione o vi sono presenti per motivi di studio o di lavoro. Tra gli obiettivi della proposta di legge, la promozione della cultura del merito, il contrasto alla dispersione scolastica, la partecipazione responsabile dei ragazzi alla vita delle istituzioni, il sostegno alle nuove tecnologie informatiche. Ulteriori novità saranno contenute nell‘istituzione di un Fondo di garanzia per le opportunità dei giovani, che finanzierà le spese per i tirocini, per dar vita a progetti imprenditoriali, per l‘arredo della prima casa. Per il loro inserimento nel mercato del lavoro la Regione concede poi contributi ai datori di lavoro, nonché finanzia il 50% della spesa dei progetti destinati a far rientrare in Friuli Venezia Giulia i giovani talenti che si sono distinti all‘estero o in Italia. Le linee strategiche di tutti questi progetti saranno contenute in quello che si chiamerà "Piano regionale giovani".
Luci e ombre. Per Nicola Ban, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Gorizia, "tutte le iniziative a favore dei giovani sono apprezzabili, in quanto segno di speranza nel futuro e nel cambiamento. Una società che ha il coraggio di investire nei giovani significa che è ancora capace di speranza e che ha la lucidità di fare l‘unico investimento che veramente serve. È apprezzabile il tentativo di questo disegno di legge di prendersi cura della vita dei giovani nei suoi diversi aspetti: dalla casa al lavoro, dallo studio all‘espressione artistica, dall‘arredamento al portale Internet". Ban mette però anche in rilievo quelli che possono essere i rischi di un‘errata valutazione della proposta in questione, sottolineando come i ragazzi necessitino in ogni caso di una "guida" che li possa orientare: "Tutte queste attenzioni rischiano di essere vane se non c‘è l‘attenzione al senso della vita e quindi alla dimensione spirituale dell‘esistenza. Un giovane, per quanto possa essere agevolato nell‘avere un‘abitazione o nell‘impegnarsi nella costituzione di un‘impresa o nel trovare luoghi per l‘espressione artistica, non sarà in grado di farlo se non trova il significato per giocare la propria vita. Accanto alla promozione della cultura del merito vedo come necessaria e particolarmente urgente anche la promozione della cultura della gratuità e del dono. Chiaramente lavorare sulla dimensione spirituale dell‘esistenza difficilmente produce frutti a breve termine e richiede la convergenza delle diverse agenzie educative, oltre che la testimonianza chiara e solida degli adulti, e pertanto è difficilmente regolabile con una legge". Il responsabile della pastorale giovanile suggerisce come sia "auspicabile un riconoscimento del lavoro svolto da molte persone nell‘ambito della costruzione del senso della vita e l‘incoraggiamento di quelle iniziative che più di altre possono essere formative per una cultura della gratuità. Penso in particolare all‘esperienza del volontariato e del servizio alle diverse forme di bisogno. A fronte della riduzione dei fondi per il Servizio civile nazionale sognerei una Regione che sostenga dei progetti con finalità simili, soprattutto quando il servizio mette a contatto con persone solitamente escluse da una società sempre più efficientista".
Il ruolo delle Università. Parallelamente a questa proposta di legge al vaglio della Commissione, la Regione ha anche già approvato lo scorso 2 febbraio una legge sui finanziamenti al sistema universitario regionale: un percorso nuovo che introduce il meccanismo della premialità - con risorse non più ripartite su base storica ma su quella dei risultati - e che consente la condivisione delle decisioni, ponendo tutti gli attori del sistema attorno a un tavolo coordinato dalla Regione. A partire dal 2012, anno in cui entrerà in vigore questa legge, le risorse disponibili saranno 6,2 milioni di euro, confermate anche per il 2013. Con questa legge assumono anche più spazio i due Consorzi regionali universitari di Pordenone e Gorizia, che lavorano per i giovani e direttamente con i giovani, per facilitarne il loro vivere studentesco. I Consorzi saranno infatti invitati alle riunioni della Conferenza del sistema universitario quando saranno discussi temi di loro pertinenza e avranno l‘opportunità di essere ascoltati prima dell‘approvazione del programma triennale. "La legge è stata molto attesa -commenta Rodolfo Ziberna, presidente del Consorzio per lo sviluppo del Polo universitario di Gorizia -. Gli atenei potranno ora beneficiare non solo dei fondi Miur ma anche delle risorse messe in campo dalla Regione per finanziare nuovi progetti. Si è parlato anche di ‘federazioni‘ tra università, che al momento però rimangono in sospeso. Ritengo interessante l‘idea, se ne potrebbero studiare gli aspetti; le capacità del prodotto fornito, le possibilità di uso delle risorse formerebbero qualcosa di utile e prestigioso".