Sanità: accordo con i sindacati su servizi di base e precariato
Il 29 dicembre è stato raggiunto un accordo per la definizione delle procedure finalizzate alla valorizzazione delle esperienze lavorative e professionali negli enti sanitari della Regione Campania e per la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato ai sensi del comma 4 bis, dell‘art. 5 del decreto legislativo 368/2001. L‘intesa, siglata dal presidente della Regione, Stefano Caldoro, e dai sindacati e dall‘intera categoria, garantisce la prosecuzione dei servizi essenziali di assistenza e viene incontro alle esigenze di tutti i precari della sanità della Campania e di tutela della salute dei cittadini. Infatti, le misure adottate puntano al graduale superamento del precariato e alla riduzione del lavoro atipico determinatosi nell‘organizzazione del lavoro, con riferimento ai profili legati all‘assistenza e comunque direttamente correlati ai livelli essenziali di assistenza (lea), a causa del blocco parziale e, nell‘anno 2010, totale delle assunzioni a tempo indeterminato, che non ha consentito il necessario ricambio conseguente alla cessazione dal servizio. L‘accordo, in particolare, ha previsto la proroga dei contratti dei lavoratori precari della sanità che scadevano il 31 dicembre e nel contempo l‘avvio di una fase finale nel percorso di stabilizzazione degli idonei inseriti nella graduatoria unica regionale dei precari.
Decisione giusta. "La Regione Campania è in una condizione di grave difficoltà per quanto riguarda l‘erogazione delle prestazioni sanitarie. Per le risorse economiche e per il personale a disposizione", sostiene Aldo Bova, presidente dell‘Associazione medici cattolici italiani di Napoli e vicepresidente nazionale Amci. "Il piano di rientro - sottolinea Bova - costringe a risparmiare su tutti i fronti, a chiudere ospedali, ad accorpare reparti e a ridurre servizi". Fra l‘altro, prosegue il medico, "in varie zone della Regione si vanno chiudendo le strutture di Pronto Soccorso con grave rischio e difficoltà per popolazioni di territori ampi". Non solo: "Varie strutture vengono tenute in piedi per assicurare i livelli essenziali di assistenza solo grazie a personale medico precario". Fra questo personale "vi sono medici precari da vari anni". Perciò, secondo il presidente dell‘Amci di Napoli, "la decisione presa dal governo regionale per assicurare i lea prorogando i contratti ai precari è sacrosanta, giusta e indispensabile". E questo "sia per non far venir meno l‘assistenza necessaria in tante strutture della Campania sia per dare continuità lavorativa a personale medico che nella maggior parte dei casi ha acquisito un‘esperienza enorme". "L‘augurio - afferma Bova - è che nel 2011 le casse della Campania si ripongano in equilibrio, che l‘assistenza sanitaria doverosa sia erogata, che migliorino sempre più i servizi e si abbia alta qualificazione in tutte le branche mediche e chirurgiche, che i medici precari, nella maggior parte dei casi bravi e molto esperti, continuino a offrire la loro opera nelle strutture pubbliche con serenità e con contratti a tempo indeterminato".
Occupazione e sviluppo. La Cisl Campania e la Cisl Fp della Campania hanno espresso "soddisfazione per l‘accordo fondamentale" raggiunto a fine dicembre in tema di sanità. "Si tratta di un risultato raggiunto grazie a un alacre lavoro di ricerca della migliore soluzione possibile attraverso un‘interazione costante con la Regione Campania - dichiara Lina Lucci, segretario generale della Cisl Campania -. L‘accordo, coraggioso, viene incontro alle esigenze del personale medico e non medico del comparto ma anche alla necessità di continuare a garantire ai cittadini i livelli di assistenza necessari in un settore essenziale". L‘auspicio è che "questo apra a un 2011 all‘insegna dell‘occupazione e dello sviluppo. Quando si punta a risolvere i problemi facendo fattor comune sul territorio anche per la rivendicazione nei confronti del Governo nazionale i risultati arrivano e sono di grande rilevanza, come in questo caso". Per Lucci, "la responsabilità e il buon senso siano per tutti i presupposti fondamentali per sollevare Napoli e la Campania dalla condizione disastrosa in cui versano e proporsi come territorio che ha enormi potenzialità da esprimere". Se va bene l‘accordo sui precari della sanità e il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, invece, secondo la Cisl Campania, sono da condannare i minori fondi destinati nel 2011, in ambito sanitario, pro capite ai cittadini campani rispetto a quelli di altre Regioni. "La Cisl Campania - dice Lucci - ritiene inaccettabile l‘ulteriore penalizzazione nel riparto dei fondi nazionali della sanità per la Campania e per l‘intero Mezzogiorno" perché così viene "compromesso il diritto alla salute" per "le famiglie, i lavoratori e i pensionati". A giudizio della segretaria generale della Cisl Campania, manca "un‘azione bipartisan incisiva da parte di chi ha ruoli istituzionali e della politica regionale e nazionale" e "a rimetterci ancora una volta è la gente che ha più bisogno. La conflittualità che continua a distinguere la politica locale non consente di portare a casa un risultato che avrebbe un effetto immediato: più risorse alla Campania e servizi sanitari di qualità".