Gn 18,1-10, Col 1,24-28, Lc 10,38-42 Gesù può prendere fiato nel suo cammino verso Gerusalemme: cè una casa e una famiglia di amici ad accoglierlo. È stato ricevuto in casa di farisei e di peccatori, ma da questa famiglia riceve ospitalità (da Marta) e accoglienza (da Maria). Marta somiglia a quellIsraele tutta presa dal fare, dallosservanza di infiniti precetti che dovevano preparare allincontro con il Messia. Maria è il resto dIsraele che riconosce la visita del Signore e lo accoglie con gioia, come una sposa abbraccia lo sposo; forse è la stessa donna stretta ai piedi del Maestro, che li bagna con le lacrime e li asciuga con i suoi capelli, poi li profuma e li bacia. Ora lo accoglie in casa, ancora ai suoi piedi, con gli occhi al suo volto, tutta aperta allascolto della Parola, modello di chi, uomo o donna, è chiamato ad essere discepolo a pieno titolo. La parte migliore è lunica cosa necessaria alluomo per vivere: essere amato senza condizioni. Stando ai piedi di Gesù si sente e si riceve la tenerezza del Padre, lunica cosa necessaria. È lui la promessa che, quando cè, non manca nulla. Scelta subito da Maria, la parte migliore è toccata anche a Marta. Entrambe le sorelle sono riconosciute e venerate sante nella Chiesa. E poi, a volte, le due sorelle in qualche modo convivono nella stessa persona. Una volontaria ospedaliera: Mi è capitato spesso, dopo una giornata troppo piena, di andare in ospedale ormai spremuta. Per fortuna la nostra stanza è vicino alla cappella dove, a quellora, non cè mai nessuno; se è presto, provo anche a recitare il Rosario, ma non riesco mai a finirlo perché cè sempre qualcuno che chiama: Marta, Marta!. Anche se lepisodio delle due sorelle sembra contrapporre lazione alla contemplazione, in realtà Gesù vuole che lazione sia purificata nella contemplazione. Lazione scaturisce dalla contemplazione e non se ne stacca mai. Marta è chiamata due volte, chiamata e richiamata, come Mosé, come Samuele, come Saulo; spinta a diventare come Maria. È segno di una grande vocazione. Anche lei, ora, come la sorella Maria, può dire con la sposa del Cantico: Trovai lamato del mio cuore. Lo strinsi fortemente e non lo lascerò. Lesperienza di Marta e Maria, amiche di Gesù, continua nelle molte esperienze di ospitalità, di servizio, di amicizia e di amore toccato con mano, che troviamo nella Chiesa. Ma è anche una tappa alta dellascesi spirituale, una vertigine che molti santi raggiungono e che i mistici chiamano unione trasformante, quando Marta si aggiunge a Maria: una particolare attività per il bene della Chiesa si unisce ad una specialissima contemplazione.