Due iniziative della Regione Campania a favore degli immigrati sono state approvate nel mese di gennaio. La Giunta regionale ha deliberato, il 15 gennaio, un pacchetto di misure di contrasto alle condizioni di degrado socio-economico dei migranti presenti in Campania. L‘obiettivo è potenziare i servizi sociali, il trasporto locale, e le opportunità di lavoro, anche attraverso la formazione e la riqualificazione professionale, in particolare, nelle aree di Castelvolturno e di Eboli. È inoltre prevista la creazione di nuovi asili nido e di centri di aggregazione e inclusione socio-culturale. L‘importo totale stanziato per finanziare gli interventi di welfare e sviluppo è di 18,5 milioni di euro, che potranno via via essere incrementati attraverso risorse a valere sul Fas. Il consiglio regionale ha approvato, il 19 gennaio, la legge per l‘inclusione sociale, economica e culturale delle persone straniere presenti in Campania. Tra le principali misure sono previsti interventi per favorire l‘apprendimento della lingua da parte degli immigrati, strumenti per accelerare l‘inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, incentivi per favorire il diritto alla casa e assistenza legale gratuita contro episodi di xenofobia.
Che non siano solo principi... "C‘era davvero bisogno di una nuova legge sull‘immigrazione in quanto la precedente (la legge regionale 33/94) era sicuramente superata dai consistenti mutamenti di ordine quali-quantitativo che, in tema d‘immigrazione, hanno investito la Campania negli ultimi 15 anni". A parlare è Giancamillo Trani, responsabile per l‘immigrazione per la delegazione Caritas Campania. "Non ho dubbi - prosegue - circa il fatto che, almeno in linea di principio, la nuova legge sia avanzata rispetto al panorama nazionale; né dubito che il lavoro dei migranti sia una priorità, utile a contrastarne il rischio di esclusione sociale insieme ad alfabetizzazione nella lingua italiana, lotta al razzismo e alla xenofobia...". I consistenti stanziamenti di ordine economico "lasciano anche presagire la volontà dell‘amministrazione Regionale di dare corpo a quanto vergato su carta, però si rischia di aver approvato una legge che poi, in caso di cambio di maggioranza dopo le ormai prossime elezioni, dovrà essere attuata da una amministrazione di diverso orientamento". Inoltre, "la Regione non deve essere un soggetto gestore, quanto piuttosto monitorare l‘attuazione degli interventi da parte dei Comuni e degli altri enti locali". Occorrerebbero anche "adeguate politiche abitative per i migranti, ma le stesse non potranno decollare se, prima, non si sarà provveduto a migliorare quelle degli autoctoni; in caso contrario, ci sarà ancora guerra tra poveri...". In Campania "nel corso degli anni si sono cronicizzate alcune disdicevoli situazioni, delle quali, purtroppo, San Nicola Varco o Castelvolturno sono soltanto la punta dell‘iceberg. Se restiamo al solo comprensorio cittadino di Napoli - afferma Trani - basta ricordare il degrado dei bipiani di Ponticelli e quello non meno grave delle case di Via dell‘Avvenire, a Pianura. Per non parlare poi dei campi rom: Scampia, Casoria, Afragola, Giugliano sono situazioni ai limiti dell‘incredibile". Intanto, è in programma a Napoli il 19 e 20 febbraio la Conferenza regionale sull‘immigrazione.
Per una reale integrazione. "La Comunità di Sant‘Egidio di Napoli, da oltre venti anni impegnata al servizio degli immigrati con la scuola gratuita di lingua e cultura italiana al centro della città, saluta con soddisfazione l‘approvazione della legge regionale, da lungo tempo richiesta, anche se non può fare a meno di rilevare che si tratta forse di uno strumento normativo datato rispetto alla rapida evoluzione che il mondo migratorio in Campania ha conosciuto in questi ultimi anni". È l‘opinione di Francesco Dandolo, responsabile della scuola di italiano e cultura della Comunità di Sant‘Egidio di Napoli. "È comunque da ritenere un buon segnale, anche in risposta alle tristi vicende di Rosarno - evidenzia Dandolo -. L‘augurio è che si possa promuovere fin da subito l‘applicazione concreta, soprattutto mediante un pieno coinvolgimento degli immigrati, al fine di favorire processi di reale integrazione. Così come si auspica il varo di misure, a livello anche nazionale, in grado di affrontare la riforma della cittadinanza, soprattutto per i minori nati in Italia, figli di immigrati o giunti nel nostro Paese in tenera età". Anche il presidente provinciale delle Acli di Napoli, Pasquale Orlando, esprime tutta la soddisfazione dell‘Associazione dei lavoratori cristiani per l‘approvazione della legge regionale sull‘immigrazione. "Dopo sedici anni - dichiara - cambiano le norme a favore degli immigrati, in materia di assistenza sanitaria, inserimento nel lavoro, edilizia e politiche sociali". Con questa legge che "assicura diritti ai lavoratori e ai migranti che risiedono in Campania" si è compiuta "un‘opera di giustizia. È finita l‘epoca in cui si guardava a queste persone solo come forza lavoro, inizia un‘epoca di reale solidarietà ed integrazione in cui a tutti, a prescindere dalla propria nazionalità, vengono riconosciuti uguali doveri ed uguali diritti".