Trenta giovani nel progetto di servizio civile "Amicus"
Con "Amicus", il progetto europeo di servizio civile, la Regione Liguria darà la possibilità a 30 giovani di partecipare a un progetto di servizio civile in uno degli otto Paesi europei aderenti. Si tratta di un programma di servizio civile all‘estero finanziato con fondi dell‘Unione europea e della Regione Liguria. Possono partecipare 30 volontarie e volontari di età compresa tra i 18 e i 28 anni residenti in Liguria o nelle Regioni limitrofe (a questi ultimi è riservato un terzo dei posti), purché in possesso della cittadinanza europea. A tutti sono garantiti vitto e alloggio e un compenso che varia a seconda del Paese nel quale si svolge il progetto. Il progetto "Amicus" rappresenta una doppia opportunità di crescita per i giovani coinvolti: da una parte l‘educazione alla cittadinanza attiva - componente imprescindibile di tutti i progetti di servizio civile - dall‘altra la possibilità di fare un‘esperienza all‘estero. Al termine del progetto, i partecipanti dovranno presentare un documento finale, nel quale far confluire dati e informazioni sulla legislazione in materia di volontariato e Terzo settore del Paese che li ospita: l‘obiettivo di questa iniziativa è la costruzione di un sistema europeo per il volontariato e il servizio civile dei giovani. I progetti avranno inizio nel 2010 e partiranno a febbraio, dopo un breve periodo di formazione dei giovani partecipanti.
Una grande opportunità . "Un‘iniziativa molto importante e una grossa opportunità per i giovani che parteciperanno al progetto": il commento è di Silvio Masala, presidente della Clesc, la Conferenza ligure enti di servizio civile. "Va rilevato - spiega - che è solamente il secondo bando, dopo quello del servizio civile nazionale, che fornisce ai ragazzi la possibilità di effettuare il servizio civile in Europa. La Liguria inoltre è la prima, ed unica, Regione che al momento gestisce un progetto di questo tipo". L‘importanza del progetto, prosegue Masala, risiede inoltre nel fatto che "unisce il servizio vero e proprio con un‘attività di ricerca su come viene gestito il servizio civile a livello europeo" con l‘obiettivo di "raccogliere dati sull‘argomento ed effettuare un confronto tra i vari servizi civili in Europa al fine di studiare se sia possibile istituire un servizio civile europeo con fondi comunitari". La Clesc, spiega ancora il presidente, "è stata un grosso stimolo per la Regione ad intraprendere questa iniziativa". Nata nel 2004, la Clesc, raggruppa tutti gli enti di servizio civile in Liguria e si prefigge di promuovere la qualità del servizio civile e di porsi quale collegamento con la Regione per una serie di iniziative nel campo della promozione e della formazione.
Importante esperienza formativa. Anche per Aldo Castello, referente per il servizio civile del Centro di solidarietà di Genova, "il progetto rappresenta un‘ottima opportunità per quei giovani che vogliano avere un‘esperienza internazionale di servizio e formazione". Purtroppo, nota Castello, "i giovani d‘oggi, in particolare nella nostra Regione, non sono così avvezzi ad allontanarsi dal luogo d‘origine" perché "l‘idea di considerarsi ‘cittadini europei‘ per i giovani liguri è ancora all‘inizio e fa fatica a decollare". Invece, in particolare in un mondo sempre più globalizzato, "respirare un‘aria europea, in contesti nei quali si possa ricevere una seria formazione, è un‘esperienza estremamente utile". Tanto più se si considera anche "il successivo rientro e la inevitabile ricerca di un impiego lavorativo, pratica che purtroppo si fa sempre più complessa".
Uno stimolo per il servizio civile. L‘obiettivo del progetto, dice Francesco Ferrari, consulente del Celivo, il Centro ligure per i servizi al volontariato, partner per il progetto "Amicus", è "verificare se in Europa ci siano le condizioni per sviluppare un servizio civile europeo" e per "ottenere stimoli, idee e contenuti dai vari Paesi europei per sviluppare il volontariato giovanile della Liguria". Anche Ferrari ricorda come "la Liguria risponda decisamente meno, rispetto ad altre Regioni, alle proposte di progetti di volontariato europeo". E questo vale "sia per quanto riguarda i giovani liguri che chiedono di partecipare, sia per quanto riguarda l‘accoglienza di volontari europei da parte delle organizzazioni liguri". Ferrari ricorda poi che "il progetto è sperimentale in quanto, accanto al servizio, contiene l‘aspetto della ricerca sulle modalità con le quali viene svolto il servizio civile nei Paesi che aderiscono al progetto". "I dati ricavati dalle esperienze dei volontari e le loro ricerche - conclude- confluiranno a Bruxelles ove serviranno per costruire una mappa per formare uno o più modelli di servizio civile a livello europeo dal momento che il servizio civile nazionale esiste solo in una minoranza di Paesi europei".