La Lombardia sceglie di andare in bici. Dopo un iter lungo più di due anni le Commissioni bilancio e territorio hanno approvato finalmente un progetto di legge per potenziare le piste ciclabili e costruirne delle nuove. Quattro milioni e mezzo di euro il finanziamento, sostanzioso per una Regione immersa nella pianura padana, che ha delle città interamente percorribili sulle due ruote. Obiettivo: promuovere la ciclabilità in tutti i suoi aspetti, come elemento della mobilità sostenibile urbana ed extra-urbana. Da un lato il progetto di legge vuole consentire, attraverso percorsi sicuri e protetti, un reale utilizzo della ciclabilità come alternativa soprattutto al mezzo privato, dall‘altro si propone di sviluppare in modo compiuto una politica turistica fondata sull‘uso delle due ruote. Il progetto invita inoltre gli amministratori pubblici locali a incentivare l‘uso della bicicletta per contribuire a migliorare il traffico e l‘ambiente attraverso appropriate politiche di trasporto e di tutela ambientale. Non solo: anche i cittadini devono essere sollecitati attraverso politiche di partecipazione. Educare nel rispetto dell‘ambiente. Il responsabile regionale dell‘Agesci, Marco Pietripaoli, si dice "contento" di questo nuovo provvedimento. "Un‘ottima scelta - la definisce - sia per quanto riguarda utilizzo dei centri urbani, sia per quanto riguarda il collegamento e la valorizzazione con le aree protette, i parchi". Da sempre gli Scout privilegiano treno, piedi e bicicletta per le proprie escursioni, che considerano "un modo per educare al rispetto dell‘ambiente attraverso l‘utilizzo di mezzi di trasporto che inquinano meno dell‘auto - prosegue Pietripaoli - ma anche un modo per mantenere la forma fisica". L‘Agesci lombarda è talmente affezionata alle due ruote al punto da aver portato 1.500 delegati a Cremona per un congresso proprio con questo mezzo di trasporto: "Pensiamo però - dice il responsabile regionale - che questo progetto di legge non debba dare solo un supporto alle infrastrutture, ma anche un sostegno concreto a chi attua politiche nella vita quotidiano. Per i ragazzi, ad esempio, la bicicletta dovrebbe diventare il mezzo da usare nella vita quotidiana, per andare a scuola, dagli amici, a messa".
Formato famiglia. Due ruote "formato famiglia" sono una bella idea secondo Ernesto Mainardi, responsabile regionale del Forum delle associazioni familiari. "La mobilità sostenibile - spiega - è una di quelle politiche che possono aiutare a creare un ambiente vivibile e umano, infondendo maggiore sicurezza ai ragazzi e meno stress per i loro genitori". La proposta che Mainardi vedrebbe bene in aggiunta all‘articolato approvato è una "norma che inviti i comuni non solo, come già avviene, alla promozione della scuola a piedi per i più piccoli, con il monitoraggio di volontari, nonni, ma anche quella in bicicletta".
Progetto positivo. Pedalare è anche un modo per fare sport alla portata di tutti: ne è convinto Giuseppe Valori, presidente regionale del Csi. "Questo progetto di legge è sicuramente positivo - commenta - perché immette dei fondi che contribuiscono a realizzare dei percorsi dedicati a favorire l‘attività motoria". I due aspetti della legge sono per l‘esponente del Centro sportivo italiano molto interessanti: "Da un lato - afferma - attraverso la promozione del cicloturismo incentiva una cultura sportiva allargata: si tratta di un‘attività motoria adatta a quasi tutte le persone, anche a chi non è allenato. Su questi percorsi dedicati ci si può poi anche incontrare, scambiare due parole, ammirare un monumento, un‘opera naturalistica". E poi c‘è l‘aspetto più legato alla salute: "Andare in bicicletta - prosegue Valori - può essere fonte di salute, di equilibrio corporeo e psicologico a tutte le età".
a cura di Francesca Lozito
Scheda
Obiettivo del progetto di legge sulla mobilità ciclistica, approvato in Commissione bilancio al Pirellone è favorire la valorizzazione e lo sviluppo della mobilità ciclistica in Regione Lombardia. Per questo, devono essere realizzate infrastrutture utili al traffico ciclistico, (es. parcheggi per bici), create piste ciclabili e promossa la cosiddetta intermodalità (es: treno+bici, bus+bici). Centrale è la programmazione delle piste ciclabili per cui viene prevista la realizzazione di un piano regionale approvato dalla Giunta regionale, aggiornato ogni tre anni e posto in relazione alla previsione del piano regionale del documento sulla mobilità. Non solo mobilità, ma anche turismo: l‘uso della bicicletta per valenza turistica (cicloturismo) può acquistare rilevanza in virtù delle peculiarità della Regione Lombardia (che ha laghi, montagna e centri di particolare interesse storico). Per quanto riguarda il finanziamento, il piano regionale della mobilità ciclistica prevede delle quote di partecipazione regionale per gli interventi proposti con contributi a fondo perduto, pari fino al 95% del costo dell‘intervento. La Regione finanzia annualmente questa legge sia con fondi propri sia con la destinazione del 2.5% dei proventi derivanti dalla tassa di possesso automobilistica.