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Un dialogo sull´etica sociale
Dal 22 luglio al 28 luglio la 49ª settimana di formazione del Sae
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“Praticate il diritto e la giustizia. Un dialogo sull’etica sociale”. Questo il tema scelto dal Sae (Segretariato attività ecumeniche - www.saenotizie.it[>>]) per la 49ª sessione di formazione ecumenica che si terrà all’Istituto Filippin, a Paderno del Grappa (Tv), dal 22 al 28 luglio. Già l’anno scorso il Sae si era avvicinato alla questione dell’etica affrontando il tema “Camminare in novità di vita. In dialogo sull’etica”. A Meo Gnocchi, presidente nazionale uscente del Sae, il Sir ha chiesto di presentare gli aspetti salienti della sessione, nella quale sarà presentata la nuova presidente, Marianita Montresor, proclamata il 14 luglio.

Professor Gnocchi, per il secondo anno alla sessione estiva del Sae si parla di etica. Come mai questa scelta?
“La sessione dell’anno scorso aveva impostato il discorso dell’etica nelle sue linee generali, andando ad analizzare i fondamenti dell’etica e a vedere come le Chiese esprimono una loro visione a proposito dell’etica in senso generale. Si è sentita l’esigenza, per il 2012, di passare a un piano più concreto, più applicativo. In un primo tempo, avevamo pensato di trattare tutte le questioni dell’etica, sia di quella sociale sia di quella che possiamo definire ‘personale’: poi ci siamo accorti che l’argomento è troppo vasto e ci siamo orientati ad approfondire solo l’etica sociale”.

Sull’etica sociale le posizioni delle Chiese cristiane sono vicine?
“In campo sociale possono esprimersi anche posizioni diverse, ma è il terreno relativo all’etica sul quale le Chiese cristiane trovano maggiore consenso. Mentre sull’etica ‘personale’ ci sono posizioni difficilmente conciliabili, sull’etica sociale ci sono anche differenze, perché in tutti i settori si riflettono le diverse visuali, ma c’è anche un sensibile consenso. Questo potrà facilitare il dialogo. Comunque, ci potrebbero essere differenti orientamenti quando parleremo di cittadinanza o di interculturalità. Non credo, però, che ci saranno nette contrapposizioni, ma modulazioni diverse che non impediranno di trovare un accordo di fondo. In ogni caso, l’etica sociale è di tale attualità e di tale urgenza che era giusto dedicarle una sessione. Malgrado ciò, alcuni aspetti si sono dovuti tralasciare perché in una settimana non riusciremo a trattare tutto”.

Quali sono i temi che affronterete?
“Ci siamo proposti innanzitutto di tener conto di un orizzonte interculturale, sia come aspetto di fondo della sessione sia come argomento specifico di confronto tra un cristiano, un ebreo e una musulmana: Brunetto Salvarani, direttore di Cem-Mondialità, Bruno Segre, direttore di Keshet, e Ouejdane Mejri, presidente dell’associazione ‘Pontes. Tunisini in Italia’. Le giornate poi saranno scandite secondo alcuni argomenti che ci sono sembrati cruciali per l’articolazione del tema. La questione della legalità sarà affidata a Gherardo Colombo. Poi daremo uno sguardo alla storia per recuperare nelle tradizioni ecclesiali e dottrinali delle singole Chiese l’attenzione rivolta all’etica sociale e il modo in cui tale questione è stata trattata. Su questo aspetto si confronteranno Giovanni Cereti, teologo cattolico, Holger Milkau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, ed Evangelos Yfantidis, archimandrita ortodosso greco. Un altro giorno punteremo l’attenzione su temi più concreti: economia, solidarietà e lavoro con Stefano Zamagni, docente presso l’Università di Bologna, e Luca Maria Negro, pastore battista, direttore di ‘Riforma’. Un’altra giornata sarà dedicata al problema della cittadinanza, mentre nell’ultimo giorno ci sarà un accenno alla questione ecologica, che sarà trattata dal pastore valdese Paolo Ricca, con un focus su ‘Costruire la città, coltivare il giardino’, nella prospettiva del rapporto tra la città dell’uomo e il giardino della creazione, con un forte richiamo biblico”.

Anche quest’anno la sessione sarà arricchita da gruppi di studio?
“Certamente. Nei gruppi di studio si toccheranno temi come quelli delle donne, dei giovani, della spiritualità e responsabilità politica, del bene comune, degli stili di vita. Tra i gruppi di studio ci sarà anche un laboratorio teatrale, orientato sul tema della giustizia e del diritto. C’è una richiesta di nuovi linguaggi e di maggior partecipazione e, seppure timidamente, ci apriamo alla novità. Come pure, per la meditazione biblica, una mattina ci si dividerà per gruppi per permettere a tutti di esprimersi sulle beatitudini nel Vangelo di Luca”.

L’anno prossimo tratterete il tema dell’etica “personale”?
“Ancora non lo abbiamo deciso, lo faremo con un’assemblea straordinaria durante la sessione. Ma c’è anche l’ipotesi di tornare ai temi ecclesiologici o di fare una sessione speciale, essendo quella del 2013 la numero 50”.

Quest’anno si è cambiata sede della sessione: da Chianciano a Paderno del Grappa: come mai?
“A Chianciano, dove siamo stati per 12 anni, eravamo distribuiti in alberghi diversi, quindi c’era una forte dispersione. Nell’Istituto Filippin saremo tutti insieme e nel parco, nei momenti liberi, ci potremo incontrare e coltivare di più le relazioni personali, che è uno degli aspetti fondamentali delle sessioni del Sae”.

21/07/2012 -



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