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Un pensiero per l´oggi
Toniolo nel pensiero del patriarca Moraglia nella festa del Redentore
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Dopo il richiamo alle origini storiche della Festa del Santissimo Redentore, il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, ha affermato questa sera all’omelia della messa solenne: “Oggi, noi, uomini del terzo millennio che assistiamo, quasi increduli, ai progressi delle tecno-scienze, portiamo in noi - nonostante i risultati conseguiti - le nostre tante fragilità, paure e domande che, non di rado, rimangono prive di risposte, anche se il nostro problema, oggi, non è più il contagio della peste”.

Un futuro che viene meno. “Attualmente, per noi - ha aggiunto il patriarca - costituisce rilevante disagio una società che non riesce più a garantirci un futuro e si qualifica sempre meno con i caratteri della fiducia e della progettualità condivise e sempre più come incerto, un futuro che ‘viene meno’ proprio quando ci interroghiamo su di esso. Il nostro timore riguarda il non ‘aver futuro’. Ma non ‘aver futuro’ significa veder precipitare nel non senso anche il proprio presente che smarrisce la sua capacità di interessarci alla vita, al bene comune, all’educazione delle nuove generazioni, nei confronti delle quali siamo chiamati a trasmettere i valori che hanno dato forma alla nostra città, alla sua storia, alla nostra convivenza civile”.

Dottrina sociale, fede e crisi. La riflessione di mons. Moraglia è continuata sul filo della dottrina sociale della Chiesa “parte integrante dell’annuncio di fede cristiana” e che “è a servizio di ogni uomo e di tutto l’uomo; non si può, infatti, pensare che un figlio di Dio, da solo, con le sole sue forze, possa “far sua” tale peculiare condizione che porta a compimento la sua stessa struttura creaturale”. La Festa del Redentore in questa prospettiva va letta come “occasione per ribadire il ruolo essenziale della dottrina sociale della Chiesa, in quanto, oggi, più che mai, si attraversa una crisi finanziaria ed economica imponente; tutti siamo chiamati a far in modo che tali crisi non deteriorino ulteriormente il tessuto della società, trasformandosi, appunto, in crisi sociale”. Il messaggio della Festa del Redentore 2012, ha commentato il patriarca, è che “attraverso i principi della dottrina sociale cristiana noi possiamo fare molto per la nostra città e per la nostra gente. Questo avviene riscoprendo ed educando i giovani a valori che, con troppa disinvoltura, sono stati messi da parte nel vivere sociale”.

Attualità di Giuseppe Toniolo. Riflettendo sull’odierno contesto sociale ed economico l’arcivescovo ha richiamato Giuseppe Toniolo che, “recentemente annoverato tra i beati della Chiesa” “ha saputo esprimere la vera laicità in un progetto culturale ‘compiuto’ a servizio dell’uomo. Il primato della persona, l’attenzione al bene comune attraverso i principi di solidarietà e sussidiarietà. Egli sosteneva, con forza, l’intrinseco legame fra etica ed economia: tale legame affonda le sue radici nel Vangelo e, nell’attuale crisi, questo insegnamento oggi mostra tutto il suo valore”. Sempre guardando a Toniolo mons. Moraglia ha affermato che la sua figura “ risulta, oggi, particolarmente attuale; non sfugge, infatti, quanto il suo pensiero sociale sia una risposta valida nei confronti dell’attuale periodo di crisi. E proprio tale situazione di crisi chiede di ripensare oggi tanti ‘dogmi’ del mondo finanziario, economico e del mercato del lavoro, ad esempio, quello del puro profitto, per aprirsi a un profitto di tipo sociale; più in generale ripensare un welfare che, sempre più, si misuri sulle nuove problematiche della globalizzazione”.

Il significato autentico di democrazia cristiana. Toniolo, ha aggiunto il patriarca, “ha lasciato solamente che il Vangelo diventasse il criterio della coscienza morale nell’economia e nella politica”. In questo laico “troviamo il pensiero sociale cristiano, ossia, il Vangelo come riferimento etico imprescindibile; questa è la grande lezione che lascia al nostro tempo chiamato a compiere scelte coraggiose. Con lui viene indicata una strada che, soprattutto oggi, va percorsa senza timori; si tratta di rispondere alle questioni che la modernità ha posto – in questi decenni - e che la contemporaneità porrà sempre più in quelli a venire”. Continuando a proporre il pensiero di Toniolo, il patriarca ha ricordato che “il termine ‘democrazia’ che egli declina nei differenti ambiti del vivere sociale” non deve risuonare “come vuota parola e, invece, risulti ricca di contenuti nell’ambito dell’umana convivenza e possa esprimere, realmente, la vita di una comunità che, prima d’appartenere alla politica, appartiene alla società civile che precede quella politica”. Toniolo, infine parla di ‘democrazia cristiana’, per intendere “la realizzazione dell’ordine etico e sociale ispirato al cristianesimo; un ordinamento giuridico e politico al quale appartengono tutte le classi, anche la più fragile che, quindi, viene riconosciuta e rappresentata in tale ordinamento. Una tale idea di ‘democrazia cristiana’ - che nulla ha a che fare con un partito politico, è bene sottolinearlo - indica, invece, l’impegno di vita all’interno di una comunità che trae la sua ispirazione dal Vangelo e dalla vita di Cristo”.

15/07/2012 -



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