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Un cammino da compiere
Presentato dal Ccee un sondaggio sull´´´iniziazione cristiana in Europa´´
Più della scuola, degli amici e della catechesi in parrocchia, è la famiglia a giocare un ruolo essenziale per l’educazione cristiana del bambino: i genitori, ma anche fratelli, sorelle e nonni sono le persone che più hanno influenza sulla fede dei ragazzi. Padrini e madrine sono citati ma con minore ricorrenza. È il dato essenziale che emerge da una ricerca sull’“iniziazione cristiana in Europa” realizzata dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) con l’ausilio dei responsabili nazionali per la catechesi di alcune Conferenze episcopali: sono state intervistate più di 3.600 persone, tra bambini, adolescenti, genitori e nonni. I dati sono stati raccolti e analizzati da p. Luc Mellet, responsabile del Servizio nazionale per la catechesi e il catecumenato (Francia), che ha presentato la ricerca in apertura del XII Congresso europeo della catechesi in corso a Roma da oggi al 10 maggio. L’inchiesta, appena conclusa e realizzata in vista di questo Congresso, “ha permesso di rilevare aspetti positivi e altri che devono essere rivisti – si legge in un comunicato del Ccee – per rispondere al meglio alla missione di annunciare il Vangelo e per formare cristiani che vivono la loro fede in ogni dimensione della loro esistenza. Insomma, l’inchiesta ha individuato un cammino ancora da compiere”.
La famiglia. Dal sondaggio emerge che la famiglia è “il primo luogo dove uno costruisce il proprio rapporto con la realtà e quindi anche con Dio e con la Chiesa”. La pratica religiosa in famiglia è l’elemento più citato come fattore positivo nell’iniziazione cristiana. “Il vivere in famiglia la domenica, e le feste liturgiche, in particolare Natale e Pasqua – emerge dalla ricerca – è un elemento importante che resta decisivo anche nell’adolescenza, quando si verifica da parte di alcuni adolescenti un allontanamento dalla pratica religiosa”. In senso contrario, “quando la fede non è una realtà nel quotidiano della famiglia, questo influisce nell’esperienza religiosa dei bambini”. Dal sondaggio risulta anche che l’educazione cristiana dei bambini “può favorire un interrogarsi da parte dei genitori, dei fratelli e delle sorelle e può portare questi a un riavvicinamento della pratica religiosa”. Ecco perché la partecipazione della famiglia agli incontri di catechismo è citata a più riprese dai responsabili nazionali per la catechesi come “un fattore positivo, anche se viene sottolineato che questa partecipazione è ancora poco frequente”.
Gli amici e la scuola. Anche i legami di amicizia rivestono un ruolo fondamentale. Gli amici costituiscono spesso il secondo gruppo di persone citato come testimoni di fede o come responsabili dell’allontanamento. La messa domenicale, per esempio, quando è anche un luogo d’incontro con gli amici è un luogo dove si ha voglia di partecipare. Al contrario se gli amici non vanno a messa, questa diventa un peso o poco attrattiva per i bambini. Appare dunque importante per i bambini, gli adolescenti e i giovani in generale, il poter vivere la loro fede con i loro coetanei. L’influenza della scuola dipende molto dai contesti (se si tratta di scuole cattoliche private o di scuole pubbliche). Si segnala, in generale, che le scuole private cattoliche svolgono un ruolo positivo nell’iniziazione cristiana, nell’offrire ai bambini un ambiente dove la presenza dei segni e delle parole cristiane è normale. Nel questionario è stato possibile verificare come l’allontanamento dalla fede, che spesso si manifesta nell’adolescenza, ha tra le sue cause, non solo il fatto che la maggioranza dei compagni di scuola non la vive – e l’isolamento è sempre un fattore di dissuasione – ma è anche legata alla pressione e ai doveri dello studio. A più riprese, gli adolescenti e i giovani sottolineano il bisogno e l’utilità di realizzare delle azioni concrete. Si ritrova anche spesso l’idea che è importante per la maturazione personale della fede l’incontro con punti di vista differenti (con persone di altre religioni, così come il confronto con gli adulti, con altre culture).
Catechesi e liturgia. I corsi di religione alle volte sono giudicati noiosi più spesso dei gruppi di catechesi. Il contenuto della catechesi in sé è citato poco e ciò genera alcuni interrogativi sul modo con cui si deve comunicare la conoscenza di Gesù e della dottrina della Chiesa in modo attraente e significativo. Nell’iniziazione cristiana, la vita liturgica è fondamentale ma dal sondaggio emerge che il modo di celebrare la fede può essere un incitamento o un fattore di allontanamento dalla religione. Si capisce che è importante una cura delle celebrazioni, in modo speciale delle Messe perché esse siano un luogo d’incontro con il Dio vivo e non siano giudicate noiose e limitanti. Dal sondaggio emerge, infine, che “il passaggio all’adolescenza è al tempo stesso un periodo di rimessa in questione, della fede e di altre cose, e quindi può essere anche l’occasione di una presa di coscienza della fede. È il momento della libertà in cui uno deve accogliere coscientemente quello che gli è stato comunicato e deve trovare le ragioni personali per dire il suo sì a Dio. Spesso in questo tempo, ciò può manifestarsi in un allontanamento dalla pratica cristiana, ma è al tempo stesso, il momento della ricerca di una maggiore partecipazione, di una fede più attiva”.
07/05/2012 -
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