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Dalle idee ai gesti concreti
Progetto Policoro: quando il territorio risponde con coraggio e speranza alla crisi
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C’è “una vita da nutrire che non può essere soddisfatta solo dal cibo materiale”: bisogna fare un “salto di qualità” e “coltivare una tensione più forte della fame, che apra spazi di bellezza, di amore, di generosità”. È l’invito rivolto da mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente nazionale dell’Azione cattolica (Ac), agli animatori di comunità del Progetto Policoro (www.progettopolicoro.it[>>]), riuniti a Roma nel 25° Convegno nazionale di formazione dal 21 al 25 aprile. “L’uomo – ha detto ai giovani nell’omelia – non ha bisogno solo di cose materiali per dare significato al suo vivere. Nella vostra esperienza di gente che offre ragioni per la solidarietà e il lavoro vi siete accorti che ciò che conta non sono le cose, le macchine, il denaro: la risorsa più grande è la persona, i suoi talenti, il coinvolgimento degli altri, dei quali non possiamo fare a meno. Siamo tutti spettatori di valanghe di soldi spesi per il cambiamento, ma ciò che manca, sono persone per viverlo, persone disposte a dare il tempo e la vita per un’idea. Solo così nasceranno le forze”.

La filosofia del microcredito. Proprio “un cantiere” d’idee e gesti è l’immagine del Progetto Policoro emersa in questi giorni. Idee che grazie al sostegno della “rete” dei soggetti coinvolti – animatori, formatori, associazioni (Acli, Cisl, Gioc, Confcooperative ecc.) – hanno dato ai giovani la possibilità di mettere in atto centinaia di “gesti concreti”, come cooperative sociali, imprese e così via. Attualmente il Progetto sta indirizzando le diocesi verso il microcredito, con un piano formativo nazionale nato da un’esperienza della diocesi di Nicosia, in Sicilia, e il supporto della Fondazione Operti. “La filosofia del microcredito consente non solo l’accesso a piccoli prestiti, ma anche l’accompagnamento del giovane alla realizzazione del progetto, dalla valutazione della sua fattibilità alla messa in opera”, spiega al Sir Daniele Ciravegna, della Fondazione. “Abbiamo visto che, sebbene i giovani abbiano tanti ideali, l’ostacolo principale è la difficoltà di accesso al credito bancario, essendo soggetti ‘deboli’”, precisa Sandro Mauro, responsabile del Progetto Policoro per la diocesi di Nicosia. “L’idea è che la diocesi stanzi nelle banche locali un ‘fondo di garanzia’ che poi i giovani potranno restituire. Mentre un ‘Comitato valutativo’ diocesano (con animatori, referenti di associazioni di categoria, un tutor bancario ecc.) valuta la fattibilità dei progetti”.

Un caso “pilota”. Con questo sistema dal 2009, nella diocesi di Nicosia, i giovani, grazie al Progetto Policoro, hanno dato vita a 7 piccole imprese e 2 cooperative sociali (una che gestisce servizi per l’infanzia, l’altra per l’inserimento di soggetti svantaggiati che gestisce una fattoria sociale e servizi per il turismo solidale). Le imprese vanno da una ludoteca a un negozio di computer, a un’azienda agricola. Altri 8 progetti, come un centro anziani, sono in fase di accompagnamento. “In questo modo – sottolinea Mauro – in una piccolissima diocesi, tra le più povere della regione, con un piccolo investimento si è data occupazione a 15 giovani. L’importante è creare ‘reti’ che li sostengano nei loro ideali. A oggi 8 diocesi hanno attuato già progetti con il microcredito, in 3 sono in fase di costruzione e 30 diocesi stanno avviando il ‘Progetto microcredito’”.

Un mosaico della solidarietà. Punta di diamante del “Progetto Policoro” è il Consorzio “Nuvola” nella diocesi di Oria (Brindisi), a cui aderiscono oltre 15 cooperative che offrono un sistema di servizi integrati rivolto alla persona (persone disabili e anziani, asili nido, centri d’accoglienza per immigrati, centri di aggregazioni giovanili, prevenzione alla tossicodipendenza), promuovendo sul territorio un’azione solidale e coinvolgendo circa 400 giovani. “Nato nel 1999 - racconta la presidente, Irene Milone - dal sogno del fratello, Giuseppe (animatore del ‘Policoro’), per aiutare i giovani disoccupati della Puglia, è stato anche il primo ‘gesto concreto’ di rapporti di reciprocità tra consorzi del Nord e del Sud”. Ultima a entrare nel Consorzio è la cooperativa “Il Melograno”, “nata dall’idea di un gruppo di ragazze che hanno trasformato una ludoteca destinata alla chiusura in un asilo nido, ampliandosi poi nel campo dei servizi all’infanzia e all’immigrazione”.

Insieme Nord e Sud. In provincia di Cosenza, in Calabria, la cooperativa sociale “ll Segno” è sorta nel 2001 con l’ideale di aiutare l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, nel campo tessile, dei servizi e del commercio equo-solidale. È composta da quattro socie e sostenuta da un buon numero di volontarie. “Nel 2007 – spiega al Sir Giusy Brignoli, formatrice del ‘Progetto Policoro’, che lavora nella cooperativa – abbiamo aperto anche una bottega solidale nel centro storico di Paola. I rapporti di reciprocità con i giovani di alcune diocesi del Nord ci hanno permesso di aiutarci tra noi: ospitiamo campi di lavoro e facciamo formazione ai giovani del Nord, mentre alcuni di loro hanno importato la nostra esperienza. Dall’altra parte, loro sostengono il nostro commercio solidale al Nord promuovendo i nostri prodotti”.

24/04/2012 -



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