Versione testuale
- Prima Pagina
La bella avventura
Incontro internazionale dei responsabili della Gmg
Le Gmg sono “un grande segno di speranza”. A Madrid “più di un milione di giovani, provenienti da varie parti del globo, ha dato una testimonianza di fede che ha stupito il mondo intero. I giovani riuniti a Plaza de Cibeles e a Cuatro Vientos hanno gridato un deciso ‘sì’: la fede è possibile anche oggi, anzi, è l’avventura più bella che possa capitare nella vita! È stata una vera epifania di una Chiesa giovane, traboccante di gioia e di slancio missionario”. Questo il bilancio “sostanziale” che il card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, ha stilato della Gmg di Madrid. Lo ha fatto aprendo a Rocca di Papa (Roma) l’incontro internazionale dei responsabili delle Gmg, che sta riunendo fino alla Domenica delle Palme rappresentanti di 98 Paesi dei cinque continenti, inviati dalle rispettive Commissioni per la gioventù delle Conferenze episcopali e da 45 movimenti ecclesiali, nuove comunità e associazioni giovanili internazionali. Oggi è il tempo dei bilanci: si parla dell’impatto pastorale che la Gmg ha avuto e sta avendo nei Paesi, ma si farà anche il punto sugli esiti organizzativi e logistici delle Giornate spagnole e madrilene. Poi sarà la volta di Rio 2013, la città brasiliana che ospiterà la Gmg il prossimo anno. Si parlerà delle giornate nelle diocesi, di iscrizioni, visti e alloggi. A fare il punto della situazione ci saranno l’arcivescovo di Rio, mons. Orani Joao Tempesta, e il presidente della Commissione episcopale per la gioventù del Brasile, mons. Eduardo Pinheiro da Silva.
La preparazione di Rio e di tutto il Brasile. Lo sguardo del Pontificio Consiglio per i laici è, quindi, rivolto a Rio 2013. Dopo 25 anni, cioè dopo quella di Buenos Aires in Argentina nel 1987, la Gmg ritorna in America Latina, “continente giovane”. E torna con il tema: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni...” (Mt 28,19). Il card. Rylko racconta di essere stato poche settimane fa a Rio de Janeiro e “vi posso assicurare che il Comitato organizzatore locale sta lavorando in maniera eccellente e con grande entusiasmo”. Attualmente è in corso il pellegrinaggio della Croce delle Gmg e dell’Icona della Madonna Salus Populi Romani e nelle diverse diocesi i giovani che si radunano per accogliere la Croce sono oltre 100.000. Nel concludere il suo discorso, il card. Rylko sottolinea come “le Gmg non sono fine a se stesse” e s’inseriscono nel “difficile contesto di emergenza educativa, generata da una profonda crisi della cultura post-moderna”. Dunque, accanto ad una nuova generazione di giovani, con le Gmg deve generarsi anche una “nuova evangelizzazione”.
Una “nuova primavera”. In un contesto attraversato da tensioni e crisi come quello spagnolo e più in generale europeo, la Gmg di Madrid ha rappresentato “una nuova primavera” non solo per la Chiesa ma per la presenza della Chiesa nella società. È un bilancio positivo, carico di significati e di speranza per il futuro quello tracciato dal card. Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, rispetto alla Giornata mondiale della gioventù che si è svolta lo scorso anno in agosto nella sua arcidiocesi. “La Chiesa si è risvegliata soprattutto negli animi dei giovani i quali più di ogni altro risentono del fatto che la Chiesa nei mass media non gode di una buona voce”. In questo senso, il cardinale Varela ricorda come la tempesta di pioggia e di vento che si è abbattuta sulla spianata di Cuatro Vientos sia stata fortemente simbolica: “Non aveva mai piovuto quei giorni e la pioggia e il vento si sono scagliati proprio quel giorno con un impatto fortissimo sull’altare dove era il Papa. Ma quell’avversità, noi l’abbiamo sconfitta, anzi Cristo l’ha sconfitta”. Altro frutto portato dalla Gmg è stata “la cresciuta adesione dei giovani a Cristo” e la “disponibilità a manifestarsi cristiani nella vita pubblica”.
Un nuovo rapporto tra Chiesa e società. La Gmg inoltre ha saputo intessere una “nuova relazione tra la Chiesa e la società”. L’arcivescovo spiega quanto sia ancora presente nella società spagnola il pensiero anticlericale “rispetto al ruolo e alla presenza della Chiesa”. È il frutto di una storia dolorosa “che è certamente passata ma che persiste ancora. Grazie alla Gmg, questa specie di tensione interna è diminuita, sicuramente non del tutto sotterrata ma allontanata e questo è un grande risultato”. L’arcivescovo fa notare come questo rapporto rigenerato della gente con la Chiesa era evidente quando la popolazione di Madrid – colpita da come tutti quei giovani sfilavano per la strade della città sotto il caldo torrido di agosto – versava e offriva acqua ai pellegrini. La Gmg è dunque portatrice di valori come “la bontà, la benevolenza, la gioia, la disponibilità all’altro, la fraternità e lo fa in un’epoca storica di grande crisi, culturale ed economica, che pone interrogativi sul senso della vita e della civiltà umana, e porta in sé incertezze profonde per il futuro”.
29/03/2012 -
|