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Stare in mezzo
Nella Chiesa e nel mondo: a Vienna Forum europeo dei Comitati nazionali
I membri del Forum europeo dei Comitati nazionali dei laici (Elf) si sono riuniti a Vienna, dal 29 giugno al 2 luglio, per la loro assemblea-studio semestrale con l’obiettivo di riflettere su temi collegati con il 50° anniversario del Concilio Vaticano II e il ruolo dei laici. Danka Jacečková, corrispondente di Sir Europa a Bratislava, ha intervistato la segretaria generale dell’Elf, Katarína Hulmanová.
Potrebbe descrivere brevemente la struttura e il quadro operativo del Forum europeo dei Comitati nazionali dei laici? "La sua storia risale al 1960, quando si è svolto a Copenaghen il primo congresso europeo dell’apostolato dei laici. Venne creato un gruppo di lavoro con l’obiettivo di rafforzare il contatto tra i laici dei Paesi europei a favore del servizio comune e della formazione della comunità in Europa. Quest’idea aveva preso forma negli anni Sessanta, sulla base degli impulsi forniti dal Concilio Vaticano II, nel quadro dei preparativi per il III Congresso mondiale dei laici a St. Polten. La sessione del 1968 in Svizzera ha portato alla decisione che il Forum europeo dei laici si sarebbe riunito ogni due anni sotto forma di assemblee plenarie di studio. Dopo il successivo incontro nel 1970 a Innsbruck, la piattaforma del laicato cattolico in Europa stava cercando la sua forma e il suo posto all’interno della società e della Chiesa, in relazione al Pontificio Consiglio per i laici, al Ccee e alle altre piattaforme europee cattoliche. Oggi, la base dei membri dell’Elf è costituita da delegazioni dei consigli dei laici cattolici o da strutture analoghe riconosciute dalle rispettive Conferenze episcopali. Nel 2011, l’Elf è stato formalizzato a livello della società ed è stato registrato come associazione, con sede in Germania".
Qual è la missione dell’Elf e quali sono le sue principali aree di attività? "Il Forum europeo dei Comitati nazionali dei laici è uno strumento di unità e di cooperazione tra i laici cattolici in Europa. La sua missione principale consiste nel sostenere e sviluppare la vita nello spirito del Vangelo e mettere in pratica i principi etici e sociali che ne derivano".
Cosa significa nella società contemporanea essere un laico impegnato e perché questo ruolo è necessario? "Posso parlare soprattutto della mia esperienza personale. Sono una donna laica, madre, moglie e un cittadino che vive in un certo tipo di comunità e in un certo territorio, e la mia vita è associata alla vita di questa comunità e di questa regione. Per me, essere cristiani significa assumere queste aree della mia vita in modo attivo, essere consapevolmente e decisamente presente in esse. Esaminare i segni dei tempi ed essere pronti a rispondere. Ci sono sempre decisioni che in misura maggiore o minore influenzano la nostra vita e rappresentano l’espressione di certi valori. Credo che sia nostro dovere, come laici, approfondire queste decisioni e partecipare attivamente, assumerci le nostre responsabilità e offrire i nostri valori al mondo. Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, è un buon esempio di tutto questo. Si è assunto le proprie responsabilità ed è diventato un membro del governo italiano attuale. L’Elf si è adoperato per la creazione di una rete di cristiani impegnati che sono disposti a dedicare attenzione alla legislazione europea e interagire con quest’ultima. Tuttavia, non dobbiamo pensare solo in grandi dimensioni. Stiamo parlando della nostra vita quotidiana qui e ora. Si può trattare della disponibilità ad assumersi la responsabilità in un consiglio d’istituto o di un’associazione di genitori, garantire una presenza impegnata in parrocchia o semplicemente essere disponibili per i nostri vicini, gli amici, le famiglie".
Come si possono descrivere le relazioni tra l’Elf e le varie piattaforme europee? "L’Elf coltiva regolari contatti con il Pontificio Consiglio per i laici, il Ccee e la Comece. Una volta l’anno, i membri del consiglio esecutivo dell’Elf visitano il Pontificio Consiglio, e un delegato del Ccee partecipa di solito alle nostre assemblee. Un altro nostro partner stretto è la Piattaforma europea delle Comunità religiose".
Quali sono state le conclusioni della vostra assemblea plenaria di studio che si è conclusa a Vienna la settimana scorsa? "Abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare esperienze e situazioni diverse che i laici cattolici vivono in Europa, con testimonianze da Irlanda, Polonia, Austria, Francia, Germania. La situazione nelle Chiese locali e nella società è variegata, ma lo spirito d’iniziativa nell’amore è immenso ed è ammirevole vedere il modo in cui i fedeli sono disponibili e desiderosi di vivere la loro fede e far sentire la loro presenza nella Chiesa e nel mondo. Questa varietà costituisce una fonte di ricchezza per noi e rappresenta anche un arricchimento della vita interiore della Chiesa. Le presentazioni delle testimonianze e le conclusioni della plenaria sono state pubblicati sul nostro sito: www.europ.forum.org[>>]. I fedeli cattolici in Europa portano avanti la loro missione di vivere e lavorare come popolo della Chiesa in mezzo al mondo e come popolo del mondo in mezzo alla Chiesa".
13/07/2012 -
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