Versione testuale
- Europa
Wcc, Kek, Ortodossi
Wcc: storico accordo teologico sull’ecclesiologia Nel corso di un incontro storico, che si è svolto sull’isola di Penang in Malesia, la Commissione Fede e Costituzione del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) ha approvato un nuovo accordo teologico dal titolo: "La chiesa: verso una visione comune". Si tratta del secondo documento detto di "convergenza" nella storia ultracentenaria di Fede e Costituzione, la Commissione teologica composta da rappresentanti delle Chiese tra cui anche la Chiesa cattolica romana. Il suo direttore, l’anglicano John Gibaut, spiega: "Questo testo di ’convergenza’ mostra quanto i membri della Commissione siano in grado di avvicinarsi sul significato dell’essere un’unica chiesa di Gesù Cristo. Ora l’accordo raggiunto dalla Commissione passerà al vaglio delle singole Chiese membro". Tra le altre cose, nel corso del meeting svoltosi dal 17 al 22 giugno sull’isola malesiana ed ospitato dal Consiglio delle Chiese della Malesia, la Commissione Fede e Costituzione ha esaminato la bozza di documento "Discernimento morale nelle Chiese", un testo finalizzato ad assistere le Chiese nella gestione delle profonde divisioni che possono scaturire da diverse visioni di ordine morale, con lo scopo di prevenire eventuali spaccature tra Chiese. Tra le novità anche la creazione di una guida per incoraggiare i cristiani a leggere insieme ed ecumenicamente le Scritture, usando commenti biblici dei dottori della chiesa antica. Inoltre, i rappresentanti riuniti a Penang hanno approvato all’unanimità una significativa riforma del regolamento della Commissione tesa ad uno snellimento della stessa e delle sue procedure. La riforma sarà sottoposta per l’approvazione finale al prossimo Comitato esecutivo del Wcc.
Kek: le Chiese e la formazione sui diritti umani È online il "Manuale di formazione sui diritti umani ad uso delle Chiese europee" (www.ceceurope.org[>>]). Frutto di cinque anni di impegno da parte del gruppo di lavoro sui Diritti umani della Commissione chiesa e società della Conferenza delle Chiese europee (Kek), il manuale è stato pensato per formare le dirigenze e gli operatori delle Chiese, dai pastori ai catechisti agli animatori giovanili, sul tema dei diritti umani. "I diritti umani infatti – spiega all’agenzia Nev Peter Ciaccio, pastore metodista a Palermo e membro del comitato editoriale dell’opera – sono una questione che riguarda direttamente le Chiese e la loro testimonianza". Il manuale propone una serie di articoli, disponibili in lingua inglese, su questioni quali i fondamenti biblici e teologici della posizione delle Chiese sui diritti umani, l’universalità dei diritti umani e il loro rapporto con tradizioni e culture diverse, diritti umani e sicurezza, i diritti individuali e il bene comune, i diritti umani nelle Chiese, solo per citarne alcuni. La base biblico teologica del manuale rimane saldamente ancorata all’idea dell’essere umano creato ad immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1:27) e all’idea di Patto. A questo proposito, l’articolo iniziale di Georges Tsetsis aggiunge e sottolinea come "i diritti umani riflettano il Patto di fedeltà di Dio con il suo popolo, e l’amore di Dio per il mondo. È proprio alla luce di questo Patto che le Chiese si impegnano a prendere posizione quando la dignità umana è calpestata, quando i diritti fondamentali sono ignorati e la libertà è tolta". "Questa ampia raccolta di articoli, brevi ed essenziali, non vuole esprimere una precisa linea di pensiero, piuttosto riflette, attorno a dei fondamentali punti comuni, la varietà delle Chiese membro della Kek", spiega Ciaccio. In effetti, tra le Chiese protestanti e quelle ortodosse c’è un diverso approccio alla questione che il Manuale non nasconde né enfatizza. Più in generale, ha concluso Ciaccio, "il Manuale rimane un testo aperto e uno strumento di lavoro. Potremmo dire che rappresenta la prima parte di un lavoro che deve continuare nelle Chiese". È per questo che il Manuale prevede una seconda parte con materiale utile per l’organizzazione di seminari su temi quali la libertà religiosa, l’eguaglianza, i migranti, i diritti sociali e i diritti dei bambini. Il primo di questi seminari dovrebbe tenersi nella seconda metà del 2013 proprio in Italia, a Palermo.
Ortodossi: in Italia incontro tra russi e serbi La comunità ortodossa serba d’Italia ha visitato il 30 giugno la Chiesa ortodossa russa di S. Caterina di Alessandria a Roma in occasione del Vidovdan, la commemorazione dei tragici eventi della storia del popolo serbo. La commemorazione si riferisce ai fatti del 28 giugno 1389, quando le forze serbe, sotto il comando del principe Lazar, furono sconfitte nella battaglia del Kosovo, e alla conseguente perdita dell’indipendenza della Serbia per diversi secoli. La Divina Liturgia è stata celebrata dal parroco della chiesa serba di San Spiridione di Tremitonte a Trieste, arciprete Rasko Radovic. Alla liturgia ha preso parte il parroco della chiesa di s. Caterina, hieromonaco Antonij (Sevryuk), l’ambasciatore della Serbia presso la Santa Sede Vladeta Jankovic, i membri del corpo diplomatico e della comunità serba. Le preghiere sono state cantate in slavo ecclesiastico e in serbo.
11/07/2012 -
|