Versione testuale
- Europa
In ascolto delle fedi
Il 12 luglio incontro annuale tra istituzioni politiche e leader religiosi
Mentre l’Unione europea e i suoi Stati membri cercano di tamponare la falla della crisi economica, l’Europa "sociale", quella dei popoli, dei nuclei familiari, dei giovani e degli anziani, delle mamme e degli studenti, dei lavoratori e dei malati, delle Chiese e delle associazioni, prosegue il suo cammino feriale. La politica ha alte responsabilità decisionali e i governanti – cui sono comunque richiesti competenza e rigore - meritano sostegno e stima da parte dei cittadini. Al contempo la politica deve mantenere lo sguardo fisso e le orecchie tese verso la società - sulle realtà territoriali, sulle famiglie, sulle infinite diversità culturali, ideologiche, religiose che compongono il variegato puzzle europeo - per individuare risposte alle domande e alle necessità che l’attraversano. Per questa ragione mentre si osserva con attenzione quanto avviene nei "palazzi" dell’Ue attorno alla questione-euro (ad esempio gli esiti dell’Eurogruppo del 9 luglio e la prossima riunione dei ministri finanziari della moneta unica già fissata per il giorno 20), non può sfuggire l’importante appuntamento stabilito per il 12 luglio fra i vertici dell’Unione e gli esponenti delle principali comunità di fedeli presenti sul continente. Si tratta del tradizionale incontro annuale la cui base giuridica risiede addirittura nei documenti fondanti l’Unione europea (il Trattato di Lisbona lo inserisce nel "diritto primario" Ue). Questo "dialogo strutturato" con le Chiese si è andato configurando negli ultimi anni come un vertice di alto profilo, in cui i leader spirituali vengono ascoltati con rispetto e attenzione dai politici in quanto depositari del sentire religioso dei popoli e quali esponenti di comunità particolarmente attive negli ambiti della solidarietà, della cultura, dell’istruzione, della pace, della difesa dei diritti, tutti valori che i credenti dovrebbero cercare di concretizzare nella vita di ogni giorno e che sono al contempo alla base della costruzione e dell’identità comunitaria. Il tema definito per il rendez-vous del 12 luglio è "Solidarietà intergenerazionale: verso un quadro per la società di domani in Europa". In questo 2012 che l’Ue ha indicato come Anno europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le diverse generazioni, la discussione ricadrà appunto sullo sviluppo demografico, il progressivo invecchiamento che si verifica nei 27 Stati membri, la conciliazione tra vita professionale e familiare, la lotta alla disoccupazione, il sostegno alle fasce meno protette. Per l’Ue saranno presenti il presidente della Commissione Barroso, quello del Consiglio Van Rompuy e quello dell’Europarlamento Schulz. Le Chiese cristiane (cattolici, ortodossi, riformati, anglicani), l’islam, il mondo ebraico, l’induismo e i credenti bahá’i saranno guidati da una ventina di rappresentanti, fra vescovi, rabbini, imam e persone impegnate in ambito caritativo ed ecumenico. Fra gli altri, parteciperanno ai lavori mons. André-Joseph Léonard, arcivescovo di Malines-Bruxelles, Chrysostomos II, arcivescovo ortodosso di Nova Justiniana e di Cipro, il metropolita Emmanuel de France, presidente della Conferenza delle Chiese europee, Kristine Jansone, segretario generale del Consiglio ecumenico della gioventù in Europa, Mohammed Moussaoui, presidente del Consiglio francese del culto musulmano. La Commissione Ue ha voluto sottolineare alla vigilia del summit che esso si inserirà nel percorso della strategia Europa 2020, definita per accrescere la competitività economica e l’occupazione, favorire l’inclusione sociale e contrastare la povertà, accrescere i livelli di istruzione, migliorare la sostenibilità ambientale e la qualità della vita. Versanti sui quali le Chiese hanno un ricco bagaglio di insegnamenti e di esperienze da condividere con l’Europa politica.
11/07/2012 - Sir Europa
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