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Versione testuale - Europa
Una risposta di generosità
L´annuale congresso Evs in Irlanda
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"L’Eucaristia, sorgente di tutte le vocazioni: comunione, testimonianza, missione" è stato il tema dell’annuale congresso dei Servizi vocazionali europei (Evs), presso il St. Patrick College di Maynooth in Irlanda (28 giugno – 1° luglio). Vi hanno preso parte i rappresentanti della pastorale vocazionale di 13 Paesi europei, oltre alle delegazioni degli Usa e del Canada-Quebec.

Attorno all’Eucaristia. L’incontro si è posto in stretta continuità con il Congresso eucaristico internazionale di Dublino, concluso da poco, e le relazioni centrali hanno preso le mosse dal culto eucaristico in rapporto alla risposta vocazionale. In particolare, il contributo di p. Laurent Villemin (Francia) ha approfondito la tematica da un punto di vista teologico ed ecclesiologico, muovendo da alcune intuizioni del teologo francese Henry De Lubac in "Corpus Mysticum", e alla luce della riflessione di Giovanni Paolo II in "Ecclesia vivit de Eucharistia". Il relatore ha così sottolineato l’importanza della dimensione comunionale dell’Eucaristia, liberandola dalla tentazione di un sempre latente individualismo. "Non c’è Eucaristia senza sacerdote; e non c’è Eucaristia senza comunità: essa è la radice di ogni autentica preghiera vocazionale e di ogni scelta di dono di vita per il Signore Gesù", ha detto tra l’altro.

Tutti al servizio di tutti. La seconda relazione è stata svolta da p. Antonio Bravo Tisner (Spagna) che, partendo da un commento alla preghiera eucaristica "O Sacrum Convivium", ha evidenziato l’importanza di un "io personale" che "si immerge completamente nella alterità del Tu divino". Tra l’altro ha ricordato che nella Chiesa sin dagli inizi, la vocazione si è sempre manifestata come "comune, ma espressa con una molteplicità di vocazioni e di funzioni, personali e ministeriali. Tutti siamo al servizio di tutti, vale a dire fino all’edificazione del Corpo di Cristo, arrivando tutti all’unità della fede e nella comune conoscenza del Figlio di Dio, l’Uomo perfetto, quindi alla misura della sua pienezza".

Le dimensioni psico-affettive. Il gesuita p. Franco Imoda, già rettore della Pontificia Università Gregoriana in Roma, ha presentato una relazione analizzando le complesse dinamiche psico-affettive e spirituali che si ritrovano nella persona che risponde alla chiamata vocazionale. P. Imoda ha così indicato come sintesi di maturità umana e religiosa la "risposta" che unifica gli aspetti di "mente-cuore-volontà", all’interno di un’esistenza che si dona totalmente alla causa del Vangelo, quindi con una forma di radicale consacrazione, tanto nel ministero ordinato, quanto nella vita consacrata.

Favorire la condivisione. Tra gli altri relatori intervenuti, mons. Francis Bonnici, animatore della Pontificia opera per le vocazioni sacerdotali (Povs), a nome della Congregazione per l’educazione cattolica, ha parlato dell’impegno della Santa Sede per favorire la condivisione di una pastorale vocazionale che faccia leva sulla generosità di una risposta matura e costruttiva da parte dei candidati. Ha anche illustrato l’attività del Povs e degli altri organismi deputati all’animazione vocazionale ("Serra International", "Celam" e altri ancora) oltre a richiamare la recente presentazione, in Vaticano, di un documento sulla promozione delle vocazioni sacerdotali nel mondo. Ai lavori hanno presenziato il presidente della Conferenza episcopale irlandese, card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh, e il nunzio apostolico in Irlanda, mons. Charles John Brown, oltre a diversi vescovi.

Presidente, coordinatore e vicecoordinatori. Il presidente dell’Evs, che succederà a mons. Wojciech Polak, vescovo di Gniezno (Polonia), verrà nominato entro l’anno dal Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), mentre il nuovo coordinatore, eletto durante l’incontro in Irlanda, è l’italiano mons. Domenico Dal Molin. Suoi vice saranno la religiosa ceca Vincenta Korínková e il sacerdote spagnolo don Ángel Javier Perez Pueyo. "Mettere a fuoco il servizio svolto da ’European Vocations Service’, creare un raccordo tra le pastorali vocazionali europee e offrire un taglio vocazionale all’Anno della fede che si aprirà il prossimo ottobre" sono le tre linee d’azione indicate a Sir Europa da mons. Dal Molin. Per la promozione delle vocazioni il coordinatore Evs richiama il documento "Nuove vocazioni per una nuova Europa" (1997) e aggiunge che occorre "raccordare tutte le vocazioni di speciale consacrazione, perché o le vocazioni crescono insieme o corrono il rischio di morire insieme". Nell’Anno della fede, il 7 luglio 2013, si terrà a Roma un incontro mondiale dei seminaristi di tutti i continenti, insieme con i novizi e le novizie della vita religiosa e del laicato consacrato. "Sarà – afferma mons. Dal Molin - una sorta di Gmg vocazionale che precederà di pochi giorni la Gmg di Rio de Janeiro".

06/07/2012 -



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