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Versione testuale - Europa
Pellegrini e testimoni
Ecumenismo e matrimonio i temi dei primi giorni del Congresso
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L’ecumenismo e la comunione nella famiglia e nel matrimonio sono stati al centro del secondo e terzo giorno del Congresso eucaristico internazionale che si sta svolgendo a Dublino (10-17 giugno) e che vede la partecipazione di fedeli provenienti da circa 120 Paesi (www.iec2012.ie[>>]). Nel pomeriggio del 12 giugno mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, ha annunciato che il card. Marc Ouellet, legato pontificio, ha intrapreso su richiesta di Benedetto XVI un pellegrinaggio di riconciliazione e penitenza per le vittime di abusi sessuali, a testimonianza anche di quel "cammino di rinnovamento" della Chiesa irlandese che lo stesso arcivescovo si è augurato come frutto del Congresso. Il pellegrinaggio si svolge al santuario di Lough Derg, chiamato il "Purgatorio di san Patrizio", dove da secoli gli irlandesi si recano per chiedere grazie speciali".

Il senso della vita. Durante la medesima celebrazione eucaristica nell’arena della Royal Dublin Society, dove è in corso l’evento, il card. André Armand Vingt-Trois ha affermato che i cristiani sono "sale della terra" e "luce del mondo", offrono "un’originale visione dell’uomo, della vita di famiglia, dell’impegno sociale e delle relazioni con il lavoro, il denaro e il creato". Per il card. Vingt-Trois, vivere e portare la comunione nel mondo "non è un progetto ipotetico" perché "il senso stesso della vita dei cristiani è dedicarsi al servizio dei fratelli e delle sorelle", capacità data dal "prendere parte all’Eucaristia" e dal "potere dello Spirito". Il cardinale ha poi aggiunto: la "testimonianza delle famiglie cattoliche è particolarmente decisiva nel riportare nel mondo il sale del Vangelo" e la loro prima missione è "vivere concretamente secondo i valori di riconciliazione, accettazione reciproca, gioia vicendevole nell’offrire la vita l’uno per l’altro".

Il tavolo e l’Eucaristia. Nella giornata dedicata al matrimonio e alla famiglia non potevano mancare le testimonianze: tra di esse quella di Breda O’Brian, giornalista di "Irish Times" e madre di quattro figli: "Il matrimonio non è un momento ma una vita intera, in cui ogni giorno vivi le promesse fatte" che sono "impossibili da mantenere con le tue sole forze e risorse, ci puoi riuscire solo con la grazia di Dio". La donna ha raccontato che nella sua famiglia "il tavolo è molto importante" perché è il luogo in cui "s’impara ad ascoltare", a "dimenticare ed essere dimenticati", a "nutrire anima e corpo", a "ringraziare di tutto ciò che abbiamo" ed "è il luogo dove abbiamo imparato il significato dell’Eucaristia e sperimentato la presenza di Dio in mezzo a noi".

Il futuro in mano ai laici. Per l’irlandese padre Thomas Norris, membro della Commissione teologica internazionale, in questo Congresso eucaristico internazionale "siamo dentro l’ispirazione centrale del Concilio Vaticano II: per il quale la Chiesa è la comunione di Dio-trinità qui sulla terra". Il teologo ha ricordato che il Papa nella "Deus caritas est" scrive che "la fede cristiana è amore per gli altri perché è incontro con Gesù Cristo": "Tuttavia - ha precisato - le divisioni tra i cristiani continuano a essere ben visibili anche se nella giornata dedicata all’ecumenismo le testimonianze di frére Alois, priore di Taizé, di Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, le parole dell’arcivescovo anglicano Jackson e la cerimonia della Parola e dell’Acqua hanno testimoniato che l’amore che viene dal Vangelo, è presente, un bel segno di unità". Per quanto riguarda la fede in Europa, ad avviso di padre Norris c’è "un certo risveglio e il futuro è certamente in mano ai laici e ai movimenti ecclesiali, che possono dare un grande contributo alla nuova evangelizzazione".

Parola e Acqua. Particolarmente significativa è stata proprio la cerimonia della Parola e dell’Acqua, che si è svolta alla Rds Arena, nel corso della quale è stata benedetta l’acqua, con cui poi sono stati aspersi i presenti, che proveniva dai pozzi di acqua sacra irlandesi, che erano già tali prima di ogni formale divisione delle Chiese cristiane. La celebrazione è stata presieduta da Michael Jackson, arcivescovo anglicano di Dublino e Glendalough, che nella conferenza stampa del mattino aveva dichiarato di avere apprezzato "il fatto che durante tutta la preparazione del Congresso la Chiesa d’Irlanda, insieme ad altre comunità cristiane, è stata coinvolta attivamente". Nello stesso contesto mons. Martin ha riaffermato le buone relazioni tra le Chiese cristiane in Irlanda. "Cattolici e protestanti si trovano ad affrontare le stesse sfide - ha sottolineato - quella del secolarismo in particolare. Per la prima volta abbiamo bisogno di una radicale nuova evangelizzazione". Mons. Martin ha invitato quindi a riconoscere il contributo della Chiesa nella società irlandese, "nonostante i problemi e i limiti innegabili".

15/06/2012 -



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