Versione testuale
- Europa
Un luogo sacro
Inghilterra: un progetto per le famiglie
Portare l’incontro di Milano, dedicato a "Famiglia: lavoro e festa", in Galles, con una lettera pastorale e un progetto. Ci sta provando la diocesi di Wrexham, nel nord est del Galles. Lo scorso fine settimana il vescovo, mons. Edwin Regan ha chiesto, in un messaggio alle sue parrocchie, di rimettere al centro della vita della chiesa le famiglie. Proprio in questi giorni vengono diffusi poster, volantini e lettere che propongono alcune idee concrete delle quali si parlerà, nelle chiese, domenica prossima, 27 maggio, Pentecoste, tre giorni prima dell’avvio del meeting milanese. Margaret Hinton, responsabile diocesana del settore Famiglia, ha spiegato a Silvia Guzzetti, per Sir Europa, come la sua diocesi sta lavorando per fare in modo che le chiese diventino un luogo accogliente per genitori e figli.
In che modo il vostro progetto si lega all’incontro mondiale di Milano? "Quando la commissione famiglia si è incontrata, all’inizio dell’anno, abbiamo discusso di come potevano partecipare all’incontro di Milano e abbiamo deciso di lanciare il nostro progetto qualche giorno prima che partisse la convention lombarda. Abbiamo anche organizzato una competizione chiedendo ai bambini della diocesi di disegnare un logo per l’occasione. Amira Mattar, di sedici anni, della parrocchia di Our Lady of the Rosary ha vinto con un disegno, che abbiamo usato per poster e volantini, dove due mani stringono un cuore collocato sopra l’Inghilterra attorno al quale si legge ’la nostra parrocchia, la nostra famiglia, il nostro mondo, la nostra sfida’".
Quali sono le idee che proponete alle parrocchie? "Prima di tutto i cosiddetti ’family groups’, ovvero ’gruppi famigliari’, un programma diffuso da padre Peter McGrath, sacerdote passionista che lavora in Australia. Si tratta di 10-15 famiglie, con persone di età diverse, dai neonati ai nonni, che si incontrano, una volta al mese, per un picnic o un barbecue. A volte si incontrano soltanto i genitori, altre volte si celebra l’Eucarestia. Adulti e bambini imparano a conoscersi per poi aiutarsi nella vita di tutti i giorni. Così papà e mamma che non possono contare sulla famiglia estesa perché i nonni sono lontani possono scambiarsi, con un’altra coppia, il favore di prendersi cura dei figli guadagnando tempo libero".
Altre proposte? "Una è dedicata ai nonni ed è la ’grandparents association’, che esiste già in Irlanda, e che incoraggia i nonni a incontrarsi in piccoli gruppi e a discutere le gioie e le difficoltà di trasmettere la fede alle famiglie, organizzando anche pellegrinaggi. Vorremmo, inoltre, che le parrocchie avviassero gruppi per genitori e bambini piccoli, fino ai 4 anni, dove mamme e papà possono incontrarsi e i bambini giocare insieme".
In che modo questo progetto entra a far parte della pastorale ordinaria? "Attraverso una rete di volontari portiamo, ormai dal 2006, nelle parrocchie della diocesi e alle famiglie il progetto ’Celebrating family: blessed, broken, living love’, ovvero ’Festeggiare la famiglia: amore benedetto, in crisi, vivo’ col quale i vescovi tentano di rendere le parrocchie un luogo di accoglienza per chi è sposato con figli. Dal sondaggio ’Listening 2004, my family, my church’ nel quale sono state intervistate, nel corso di un anno, in tutta Inghilterra e Galles, 15.000 famiglie cattoliche, era emerso che queste ultime sembravano avere scarsa consapevolezza che il lavoro che facevano a casa aveva un profondo significato spirituale e le metteva nel cuore stesso della Chiesa. Quello che si cerca di fare è di portare questo messaggio alle famiglie. Far capire loro che la loro vita di tutti i giorni è molto importante per la Chiesa".
Come avvicina le famiglie? "Usiamo i contatti che le parrocchie hanno già e che esistono grazie ai gruppi di preparazione al Battesimo, alla Comunione e alla Cresima. Avvicino i genitori e organizzo incontri con piccole presentazioni. Sfruttando il materiale preparato nell’ambito del progetto ’Celebrating family: blessed, broken, living love’, comunichiamo alle famiglie l’idea che anche la casa, come la chiesa, è un luogo sacro e che la pazienza, l’amore e la gentilezza che vi si coltivano sono valori importanti. Alla fine si tiene una piccola cerimonia di consacrazione nella quale le famiglie sono incoraggiate a continuare su questo cammino".
30/05/2012 -
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