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Versione testuale - Europa
Ricette per l´Europa
Il summit di Camp David si è concentrato su crisi economica ed euro
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I "grandi dell’economia" al capezzale dell’Europa, malata di crisi. Il G8 di Camp David e persino il successivo vertice Nato di Chicago hanno lasciato questa impressione. Con il presidente americano Barack Obama in vena di spiegare all’Europa ciò che non è stato fatto negli States: tenere sotto controllo i mercati finanziari e i bilanci pubblici per evitare il diffondersi di pericolose recessioni. Ora la palla torna nel campo della "vecchia Europa" con il Consiglio europeo informale e interlocutorio del 23 maggio, cui seguirà, il 30 maggio, la pubblicazione delle "raccomandazioni" della Commissione in materia economica ai singoli Stati membri. Così da avviarsi al Consiglio dei 27 di fine giugno dove sono attese nuove e importanti decisioni in materia di governance.

Rilanciare gli investimenti. "Tutti i leader del G8 si sono mostrati d’accordo sulla necessità di assumere misure per rinforzare la fiducia e incoraggiare la crescita per rispondere alle sfide economiche" a livello globale. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, era al G8, assieme al collega Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Ue, in qualità di osservatore e di "partner associato". Lo svolgimento del summit, a lungo preparato nelle cancellerie europee (del G8 fanno parte Germania, Regno Unito, Francia e Italia) e nelle sedi comunitarie, è servito soprattutto a fornire una chiave di lettura univoca: per superare l’impasse bisogna in ogni modo rilanciare gli investimenti, la ricerca, le imprese, gli scambi, il lavoro. La discussione oltreoceano si è concentrata proprio sui temi proposti dagli europei, e gli altri leader (Stati Uniti, Canada, Giappone e Russia) hanno ascoltato, approvato, incoraggiato con insistenza.

Summit a Bruxelles. Dopo un ulteriore passaggio a Strasburgo, per una discussione sui temi economici nella sede dell’Europarlamento (22 maggio), i riflettori si riaccendono su Bruxelles. Misure per favorire la crescita e l’occupazione, project bond ed eurobond, governance e regole, "semestre europeo", ruolo della Bce: nell’agenda del meeting informale dei 27 capi di Stato e di governo Ue, sono inscritti diversi argomenti che il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha riepilogato in una lettera inviata ai leader nazionali. "La ragione dell’incontro è molto semplice. Molte cose sono successe dall’ultimo nostro incontro all’inizio di marzo e questo è il momento giusto per dar vita a un confronto aperto tra noi sulle modalità per sostenere la crescita e il lavoro nell’Unione europea". Il dibattito si svolgerà proprio alla luce delle conclusioni del G8 del 18 e 19 maggio. "L’idea non è al momento quella di stabilire conclusioni precise ma preparare nel modo migliore le decisioni politiche da assumere al Consiglio europeo" del 28 e 29 giugno. Il summit vedrà dapprima un confronto tra i 27 presidenti o premier e il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, quindi una cena di lavoro e le conclusioni tratte dallo stesso Van Rompuy e da José Manuel Barroso.

I pensieri di Obama. Dunque il G8 segna la strada all’Europa. Il mondo è sempre più piccolo, le economie interdipendenti, e anche la politica avverte in modo crescente la necessità di sedi autorevoli per stilare percorsi virtuosi validi per tutti. Anche per questo il G20 che si terrà in Messico a metà giugno assume una nuova valenza. Le prospettive di sviluppo non possono certo essere valutate senza la presenza dei grandi Paesi emergenti, dalla Cina al Brasile, dall’India all’Arabia Saudita, fino al Sudafrica. Comunque le indicazioni provenienti da Camp David, riepilogate nel documento finale, sono piuttosto eloquenti: "Il nostro imperativo è promuovere la crescita e l’occupazione", sottoscrivono i leader del mondo occidentale. Quindi un monito a Eurolandia affinché intraprenda "misure specifiche per rafforzare la crescita"; così da "minimizzare i rischi di contagio", come ha affermato il presidente Usa, Barack Obama, problema che gli sta a cuore specialmente in vista delle elezioni presidenziali del prossimo novembre.

Fiducia, riforme. La ricetta indicata all’Europa, che gli stessi leader europei presenti al summit hanno sponsorizzato (pur con i prevedibili distinguo della cancelliera tedesca Angela Merkel), comprende il rigore nei bilanci pubblici affiancato da investimenti (a questo fine si è parlato di project bond) allo scopo di "rafforzare la fiducia e la ripresa", senza trascurare "riforme che aumentino la produttività e la domanda". Particolarmente importanti appaiono gli "investimenti nella ricerca e nel campo delle infrastrutture", anche mediante il coinvolgimento del settore privato. Focus quindi sulla Grecia, con l’auspicio unanime affinché Atene "rimanga nell’Eurozona rispettando gli impegni presi" con Ue, Bce e Fmi. Un messaggio, nemmeno tanto velato, agli elettori e ai politici del Paese mediterraneo. Gli altri temi all’ordine del giorno del G8 sono rimasti in secondo piano: energia, clima, sicurezza alimentare, "primavera araba" non hanno avuto la stessa attenzione della crisi.

23/05/2012 -



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