Versione testuale
- Europa
Volontari senza confini
Un servizio e un´esperienza proposti ai giovani dei Paesi aderenti
Il volontariato come forma di servizio culturale, sociale o ambientale; come esperienza personale o comunitaria; come opportunità per maturare nuove conoscenze… L’Ue ha celebrato nel 2011 l’”Anno europeo delle attività volontarie che promuovono la cittadinanza attiva”, mentre le Nazioni unite hanno pubblicato la “Risoluzione sul decimo anniversario dell’Anno internazionale del volontariato”. Un argomento che torna a fasi alterne all’attenzione delle istituzioni internazionali.
Un compito cruciale. Nel 2001 venne per la prima volta mostrato un alto livello di attenzione verso i volontari e il loro potenziale contributo nella società. Nel documento Onu edito per il decennio è ribadito questo concetto, ma viene anche evidenziato il ruolo cruciale svolto dalle diverse forme di volontariato nella riduzione della povertà, per lo sviluppo sostenibile, la cura della salute, la lotta al cambiamento climatico, nella prevenzione e nella gestione delle catastrofi, per l’integrazione sociale, nell’azione umanitaria, nella costruzione della pace e nel superamento dell’esclusione sociale e, quindi, delle discriminazioni. Tale ricorrenza ha offerto la possibilità, e anche l’impulso, per un maggiore livello di collaborazione tra i governi, le Nazioni Unite, la società civile e i partner nel settore privato, al fine di promuovere il volontariato a livello mondiale. “Ottima, infatti, la cooperazione avuta – si legge nella relazione dell’Onu - a seguito delle catastrofi naturali, come le frane e le alluvioni nel sud-est del Brasile e il devastante terremoto che ha colpito il Giappone orientale nel marzo 2011”. Eguale discorso vale per gli interventi ad Haiti o in occasione di eventi naturali in vari Paesi Ue. Di particolare interesse, inoltre, il crescente legame tra il mondo del volontariato e lo sport, visto come un’ulteriore via per la promozione degli ideali di pace”. Le Olimpiadi o i Giochi paraolimpici ne sono un esempio, in quanto volontari nazionali e internazionali sono coinvolti nell’organizzazione e nella coordinazione di questi eventi.
Il sostegno dei governi. Nella risoluzione realizzata dalle Nazioni Unite viene infine riconosciuta l’importanza delle forme di aiuto reciproco, di auto-aiuto e di altre modalità di partecipazione civica, che hanno contribuito allo sviluppo sociale ed economico a beneficio della società nel suo complesso. Per questo motivo l’Onu invita i governi a integrare e inserire il volontariato nei programmi e nelle iniziative politiche. Al riguardo, le Nazioni Unite incoraggiano gli Stati a promuovere la creazione di piattaforme di informazione a livello internazionale, nazionale, regionale e locale, impegnandosi, inoltre, ad assumere misure appropriate per migliorare la protezione dei volontari. Il messaggio finale vuole essere di apprezzamento delle attività fin qui svolte, ma anche di esortazione a fare sempre meglio “per sostenere tutti i segmenti della società, fra cui donne, bambini, giovani, anziani, persone con disabilità, minoranze, migranti e coloro che sono esclusi per motivi sociali o economici”.
Una proposta per i 18-30enni. Negli ultimi dieci anni il settore del volontariato è cambiato rapidamente e l’Unione europea si è posta sulla scia dell’Onu proprio con l’intenzione di promuovere le varie forme di volontariato, tra i giovani ma non solo. Ad esempio il Servizio volontario europeo per i giovani, operativo dal 2007, è stato lanciato congiuntamente dalla Commissione europea, dal Parlamento Ue e dagli Stati membri Ue. L’obiettivo è di “sostenere le attività educative per i giovani in maniera non formale e in una dimensione europea”, “favorendo l’acquisizione di competenze culturali e formative”. Tale progetto è rivolto ai giovani tra i 18 e i 30 anni, per un periodo che può variare dai 6 ai 12 mesi. Attraverso questa esperienza i partecipanti – afferma la Commissione - avranno l’occasione di conoscere meglio un altro Paese, un’altra cultura, un’altra lingua, prendendo inoltre parte alla realizzazione di un progetto specifico, utile alla collettività, attraverso iniziative a carattere locale.
Il concetto di cittadinanza europea. Il programma muove da presupposti e obiettivi chiari. Prima di tutto si vuole sensibilizzare i giovani al concetto di cittadinanza europea, coinvolgendoli nel dibattito sulla costruzione e sul futuro dell’Unione europea, cercando, inoltre, di “sollecitarli a una partecipazione attiva alla vita democratica”. I volontari verranno messi a confronto con altre culture, storie e tradizioni al fine di “sviluppare il rispetto reciproco e la repulsione verso ogni forma di discriminazione”. Infine, questo tipo di progetti è indirizzato in particolar modo ai giovani svantaggiati, che provengono da ambiti geografici, socioeconomici o culturali poco sviluppati, o ai giovani disabili. Il Servizio volontario europeo si colloca all’interno del programma “Gioventù in azione”: per le informazioni necessarie si veda all’apposito indirizzo internet http://ec.europa.eu/youth/youth-in-action-programme/european-voluntary-service_en.htm[>>].
12/04/2012 -
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