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Il risveglio delle parrocchie
Assemblea vescovi: Anno della Fede, difesa della vita e libertà religiosa
Elezioni parrocchiali, Anno della Fede, Giornata mondiale delle persone con sindrome di down, "Fatwa" del Gran Mufti Ibn Abdullah contro le Chiese: questi i temi principali affrontati dalla Conferenza episcopale austriaca durante la plenaria che si è svolta dal 19 al 22 marzo a Tainach. All’indomani della fine dell’incontro, i vescovi hanno reso noto gli esiti dell’assemblea plenaria in una dichiarazione presentata dal card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale, nel corso di una conferenza stampa. Ne presentiamo una breve sintesi.
Elezione dei consigli parrocchiali. I vescovi austriaci hanno espresso "riconoscenza" per la disponibilità offerta da "circa 30.000 donne e uomini" ad operare come volontari per i prossimi cinque anni in 3.000 parrocchie. I vescovi hanno rilevato "la tendenza al ringiovanimento dei consigli parrocchiali. Ciò è tanto più incredibile se si pensa che l’aspettativa di vita è in costante crescita. È inoltre aumentata ancora la percentuale delle donne presenti nei consigli parrocchiali, attestata ormai al 56%". I nuovi consigli parrocchiali dovranno ora "assolvere a compiti importanti. Essi rappresentano un punto nodale della vita comunitaria cristiana e costituiscono una rete fitta della Chiesa che intende rimanere vicina alla gente. Con il loro servizio, i consigli parrocchiali sono chiamati ad essere ’apostoli dei nostri tempi’".
Anno della fede. "L’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI inizia in occasione del cinquantenario del Concilio Vaticano II l’11 ottobre 2012" e "costituisce un invito e una buona occasione per rinnovare, approfondire e dare voce alla fede tramite la propria testimonianza di vita. In Austria, l’inaugurazione dell’Anno della Fede verrà celebrata in tutte le diocesi con un segno comune": in tutto il Paese, "le porte di tutte le Chiese verranno aperte a mezzogiorno. Le campane verranno fatte suonare per invitare alla preghiera dell’Angelus. Fin d’ora si stanno svolgendo o si stanno preparando svariate iniziative, come ad esempio un incontro dei giovani di tutta l’Austria a Salisburgo". Per i vescovi, "l’Anno della Fede può determinare un autentico rinnovamento della Chiesa se i fedeli si lasceranno ispirare e mettere in gioco da esso. Perché la fede è la base su cui ci poggiamo. Molto di ciò che è vero, buono e bello nella nostra società è originato dalla nostra fede cristiana".
Giornata mondiale delle persone con sindrome di Down. "Il 21 marzo di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata delle persone con sindrome di Down, come espressione del valore infinito e della dignità inviolabile di ogni persona. I vescovi sono vicini con rispetto e amore alle persone con trisomia 21 e ai loro famigliari", si legge nella dichiarazione. "Allo stesso tempo ci si chiede per quanto tempo verrà celebrata questa giornata: secondo studi accreditati, la diagnosi di sindrome di Down determina un’interruzione di gravidanza in circa il 90% dei casi". "Alla base di questo fenomeno vi sono metodi diagnostici il cui fine non è la guarigione, bensì la selezione prima della nascita": una situazione "ulteriormente aggravata dalla normativa che prevede la possibilità di abortire fino a poco prima della nascita in caso di bambino con disabilità". Così, avvertono i vescovi, "si accresce in modo tangibile la pressione sociale sulle persone con sindrome di Down o altre disabilità. Diventa sempre più minacciosa la tendenza a far sì che abbiano diritto di vivere solo coloro che siano perfetti e corrispondano a tutti i desideri". Pertanto, "i vescovi sostengono e rafforzano tutte le iniziative nella politica e nella società, volte a garantire pieno riconoscimento e valore alle persone con sindrome di Down".
Fatwa sulla distruzione delle chiese. "I vescovi austriaci hanno appreso con grande sconcerto la notizia della fatwa del Gran Mufti dell’Arabia Saudita Abd-al-Aziz Ibn Abdullah", il quale ha dichiarato che non è consentito costruire nuove chiese nella penisola arabica e che tutte le chiese andrebbero distrutte, poiché ce ne sarebbero troppe. Si tratta, affermano i vescovi, di un decreto "assolutamente inaccettabile e incomprensibile, poiché nella penisola arabica esistono svariate iniziative di dialogo interreligioso". Occorre perciò "chiarire come mai il Mufti abbia potuto emettere questa fatwa" e "un chiarimento ufficiale e un riconoscimento univoco del diritto ad esistere delle Chiese e dei cristiani nella regione". Questo decreto, prosegue il comunicato, "mette in discussione la serietà di un dialogo" e non aiuta la gente, soprattutto "in un momento in cui l’intera regione è agitata dalle rivoluzioni arabe". La fatwa rischia inoltre di "acuire pericolosamente la già difficile situazione dei cristiani nei Paesi arabi". I vescovi austriaci chiedono infine con forza ai "leader religiosi e politici del mondo islamico un chiaro rifiuto della fatwa del Gran Mufti saudita".
30/03/2012 -
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