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La ferita di Chernobyl
Caritas: l´impegno per le vittime del disastro nucleare del 1986
La terza domenica di marzo i cattolici in Bielorussia celebrano la Giornata nazionale della Caritas. Questa tradizione è stata creata nove anni fa dalla Conferenza episcopale per sottolineare l’importanza delle attività di beneficenza a tutti i livelli della società. Quest’anno i vescovi cattolici hanno scritto una lettera pastorale per l’occasione, centrata sull’amore per Dio e l’amore per il prossimo.
Un invito a compiere atti d’amore. "Quali azioni concrete dovrebbero essere intraprese per dimostrare il nostro amore per il prossimo?", si domandano i presuli nel loro messaggio, indicando l’ispirazione che possiamo trovare nel Vangelo. Coloro che compiono atti d’amore e di misericordia guadagneranno la vita eterna, mentre coloro che non lo fanno andranno al supplizio eterno, come ci ricordano le parole di Gesù. Nutrire gli affamati, vestire gli ignudi, curare e guarire i malati, visitare i carcerati corrispondono a una vocazione e un obbligo dell’intera comunità ecclesiale, sottolineano i vescovi, citando l’enciclica "Deus caritas est" di Benedetto XVI: "Le organizzazioni caritative della Chiesa, a cominciare da quelle della Caritas (diocesana, nazionale, internazionale), devono fare il possibile, affinché siano disponibili i relativi mezzi e soprattutto gli uomini e le donne che assumano tali compiti".
I santi come fonte d’ispirazione. Nei nostri sforzi per aiutare il prossimo, i presuli invitano a cercare ispirazione nella vita e nell’opera dei santi: "Pensiamo a S. Martino di Tours, in origine un soldato, poi monaco e, infine, vescovo. Egli aveva capito nella loro pienezza le parole di Cristo a proposito del nostro amore per il prossimo, dando via tutto ciò che possedeva". S. Antonio ha rappresentato una forma di realizzazione di questo tipo di servizio. Avendo conosciuto Dio, ha sentito il bisogno di trasformare completamente la sua vita. Tutta la storia della Chiesa ci offre esempi di iniziative volte ad aiutare gli altri e, tra le azioni caritative contemporanee, una posizione di rilievo è occupata dalla Caritas, che raccoglie le persone che "a titolo gratuito, nello spirito del Vangelo, si pongono al servizio di poveri, malati, prigionieri", continua il messaggio, che prosegue affermando che "oggi - in tempi di crisi economica e morale - questo invito diventa ancora più urgente". I vescovi invitano i fedeli a sostenere le attività di Caritas Bielorussia, e spiegano che l’esistenza e il lavoro di questa istituzione dipendono "dalla generosità, dalla carità e dallo spirito di sacrificio dei donatori, dei benefattori e di tutti i credenti". La Giornata nazionale della Caritas offre la possibilità di esprimere gratitudine nei confronti di coloro che in qualche modo partecipano alla sua attività, compresi i volontari che sacrificano il loro tempo libero per gli altri, come conclude il messaggio della Conferenza episcopale della Bielorussia.
A 26 anni dal disastro nucleare. I bambini di Chernobyl e le famiglie che ancora subiscono gli effetti del disastro nucleare del 1986 sono tra le principali preoccupazioni della Caritas Bielorussia, spiega il suo direttore Viktar Haidukievich. L’anno 2011 è stato dedicato al 25° anniversario della catastrofe, e ogni diocesi ha realizzato attività di beneficenza in base alle proprie forze. Gli aiuti sono stati destinati essenzialmente alle famiglie i cui membri soffrono di malattie oncologiche. Caritas Bielorussia fornisce inoltre cibo e alloggio per i bisognosi, sostegno e consulenza dal punto di vista psicologico, assistenza infermieristica a domicilio, servizi di prevenzione incendi per le persone socialmente svantaggiate, cure palliative per i bambini, aiuti alimentari e pacchi di materiale igienico-sanitario per i gruppi più vulnerabili. Un grande aiuto è stato offerto da Caritas Bielorussia alle persone colpite dalle gelate e dalle intense nevicate dell’ultimo inverno. Secondo le statistiche ufficiali, più di 60 persone sono morte di freddo e molti altri hanno sofferto di congelamento. La situazione era critica soprattutto alla periferia di Minsk, nei piccoli villaggi dove molte case non hanno riscaldamento centrale e sono state tagliate fuori dal resto del mondo da alti cumuli di neve. La Caritas e altre organizzazioni umanitarie hanno portato generi alimentari e legname, cercando di soddisfare i bisogni di base, soprattutto delle famiglie con bambini e anziani.
Sviluppo positivo della Caritas Bielorussia. Alla fine di gennaio 2012 si è svolta a Minsk una riunione internazionale dei partner di Caritas Bielorussia presso il Centro internazionale Johannes Rau per l’educazione e gli scambi. Il forum è stato dedicato ai problemi della gestione del lavoro di volontariato. I lavori sono iniziati con una messa nella cattedrale di Minsk presieduta da mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo di Minsk-Mogilev, che ha ricordato che Caritas Bielorussia ha attraversato un momento di difficoltà qualche tempo fa ma, per fortuna, la realtà di oggi mostra quattro sezioni diocesane della Caritas molto attive e una Caritas nazionale con numerosi progetti al servizio dei cittadini nel bisogno. I bambini e gli anziani con disabilità nelle zone rurali stanno già beneficiando di questo sviluppo positivo, che propone molte idee costruttive per il futuro. Mons. Kondrusiewicz ha sottolineato che il lavoro caritativo "dovrebbe rivestire un carattere evangelico" e quindi rappresentare un passo importante nel programma della nuova evangelizzazione. "Fra le tante strade che possono portare alla perfezione, una delle più importanti è quella dell’amore misericordioso", ha proseguito, chiamando i fedeli a impegnarsi in un’assistenza materiale e morale disinteressata a beneficio dei più deboli e della Chiesa.
23/03/2012 -
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