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Versione testuale - Europa
Crimine senza frontiere
Proposte norme per confiscare i beni a malavita e mafie
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Confisca estesa, confisca nei confronti di terzi, confisca limitata non basata sulla condanna, congelamento precauzionale, gestione dei beni: sono alcuni dei provvedimenti che la Commissione Ue suggerisce agli Stati membri per un’azione più ampia ed efficace contro la criminalità organizzata. L’intento è quello di colpire le bande criminali e le mafie sul piano finanziario, contrastando su scala sovranazionale la penetrazione del crimine nell’economia europea.

Caccia al denaro "sporco". "Dobbiamo colpire la criminalità là dove sono i suoi maggiori interessi, dando la caccia al denaro, e dobbiamo riportare i suoi profitti nel circuito dell’economia lecita, soprattutto stante la crisi attuale", ha spiegato il 12 marzo Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni. "Le autorità di polizia e giudiziarie devono avere a disposizione strumenti migliori per seguire le tracce del denaro e maggiori mezzi con cui poter recuperare una parte più consistente dei proventi di reato". La proposta, che passa ora al vaglio di Consiglio e Parlamento europeo, è accompagnata da dati economici che dimostrano come il crimine reinvesta nei settori produttivi e commerciali i "guadagni" derivanti dal traffico di droga, da quello delle armi, dalla prostituzione, dal lavoro nero. "Ogni anno in Europa, centinaia di miliardi di euro finiscono direttamente nelle tasche di bande criminali e della mafia", si legge nella relazione della Commissione che accompagna la proposta di nuove norme. "Malgrado gli sforzi compiuti dalle autorità di polizia e giudiziarie in tutta Europa, molti dei profitti illeciti rimangono nelle mani dei criminali, rendendo questi gruppi più forti e sottraendo ai contribuenti introiti fiscali che potrebbero essere investiti in scuole o servizi sanitari".

Beni da reinvestire. "Sempre più i proventi dei gruppi di criminalità organizzata sono investiti al di fuori del loro Paese d’origine, non di rado in più di uno Stato membro, o trasferiti a terzi (spesso parenti o prestanome) per evitarne la confisca", spiega la Commissione. Case, automobili, ristoranti, piccole imprese e azioni societarie "sono solo alcuni esempi di come i profitti illeciti possano essere reinvestiti in attività o beni leciti". Agevolare la confisca dei beni ostacolerà – nelle intenzioni delle norme proposte - le attività criminali e avrà un effetto deterrente sulla criminalità. "Il recupero di un numero maggiore di beni a beneficio dello Stato avrà un impatto notevole sulle vittime dei reati, sui contribuenti e sull’intera società". Inoltre una volta confiscati, i proventi di reato "possono essere altresì riutilizzati a scopi sociali o fornire fondi da reinvestire in iniziative di contrasto o prevenzione del crimine".

Vari provvedimenti. "Attualmente gli importi recuperati dalla criminalità organizzata sono modesti rispetto agli enormi profitti generati da attività illecite come il traffico di stupefacenti, la contraffazione, la tratta degli esseri umani e il contrabbando di armi leggere", ha spiegato la commissaria. Infatti secondo stime Onu il totale dei proventi di reato generati nel 2009 (ultimi dati disponibili) si aggirava attorno ai duemila miliardi di dollari Usa, ossia il 3,6% del prodotto interno lordo mondiale dello stesso anno. "Mentre la maggior parte di questo denaro sporco è riciclato e reinvestito nell’economia lecita, attualmente meno dell’1% dei proventi di reato sono sottoposti a congelamento e confiscati". Per dare le dimensioni del fenomeno a livello Ue, la Commissione ricorda che il solo traffico di stupefacenti "genera importi stimati in 100 miliardi di euro l’anno". La Commissione suggerisce dunque di agire per la confisca dei beni non direttamente legati a un determinato reato "ma che derivano chiaramente da attività criminali analoghe del condannato (confisca estesa)"; la confisca è prevista anche per quei beni che sono stati trasferiti da un indagato a terzi "che avrebbero dovuto rendersi conto della loro origine illecita" (confisca nei confronti di terzi). La confisca è quindi prevista per i patrimoni accumulati da malavitosi che si sono dati alla fuga sottraendosi alla legge (confisca limitata non basata sulla condanna). Il "congelamento temporaneo" è invece consentito al giudice per evitare che taluni beni possano scomparire, essere venduti, trafugati o nascosti. La Commissione ha anche previsto, come richiesto da più voci, che ogni confisca di beni sia "bilanciata" da "misure per la tutela dei diritti fondamentali, in particolare garantendo il rispetto del diritto alla presunzione d’innocenza".

Uso di fondi pubblici. Anche il Parlamento europeo si sta adoperando per il contrasto della malavita internazionale. Nel corso della plenaria del 12-15 marzo l’emiciclo si è pronunciato sulla istituzione di una commissione speciale "con il mandato di indagare sull’uso improprio di fondi pubblici da parte delle organizzazioni criminali, mafie incluse, la loro infiltrazione del settore pubblico, l’economia legale e il sistema finanziario". La richiesta di istituire tale commissione era già stata approvata ad ampia maggioranza nell’ottobre scorso.

16/03/2012 -



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