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Versione testuale - Europa
Essere cristiani in Europa
12 città europee coinvolte in un ´´esperimento pilota´´ di evangelizzazione
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Dodici grandi metropoli europee coinvolte. Incontri di catechesi attorno alla Parola di Dio, momenti di testimonianza e segni concreti di solidarietà verso i più poveri. È il progetto "Metropolis 2012": si svolgerà con date e programmi diversi a Dublino, Parigi, Zagabria, Budapest, Varsavia, Francoforte, Lisbona, Torino, Vienna, Barcellona, Liverpool e Bruxelles. Una grande "missione internazionale", una sorta di "esperimento pilota" lanciato dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione in vista del Sinodo che si terrà in ottobre 2012. A Bruxelles il calendario degli appuntamenti è partito il 22 febbraio e si concluderà il 15 aprile. A Parigi la manifestazione "Hosanna dans la ville" si svolgerà nel weekend dal 31 marzo al 1° aprile. A Lisbona invece a lanciare la Missione metropolitana è il Patriarca di Lisbona, card. José Policarpo secondo il quale l’iniziativa "dimostra la preoccupazione del Santo Padre, per la rievangelizzazione dell’Europa, o meglio per una nuova evangelizzazione in Europa che seppur affonda le sue nel cristianesimo, è caduta in una sorta di indifferenza e agnosticismo, e le comunità cristiane sono diventate minoranza e spesso non tutti i membri di queste comunità hanno una profonda comprensione di ciò che è la fede cristiana". Sir Europa ha intervistato mons. Jean Kockerols, vescovo ausiliare di Bruxelles.

Metropolis 2012 si svolge in un contesto difficile per una Chiesa che, a causa dei recenti scandali, ha perso credibilità. Con quale atteggiamento si presenta ora al grande pubblico?
"Direi che al di là della perdita di credibilità che a causa degli scandali si avverte non solo in Belgio ma anche in altri Paesi europei, si registra in realtà molta più indifferenza nei confronti della Chiesa. Si tratta quindi di intraprendere un cammino che si prospetta di lunga durata perché la Chiesa in Europa recuperi la sua credibilità e diventi segno nelle città. Metropolis fa parte di questo lungo cammino".

Come ne è uscita la Chiesa belga da questo difficile periodo?
"Penso che la grande maggioranza dei cristiani praticanti in Belgio siano consapevoli della crisi ma che non per questo abbiano cambiato il loro punto di vista. È stato piuttosto all’esterno, nella società e tra quelli soprattutto che non conoscono il cristianesimo, che la Chiesa ha perso la sua credibilità. Bisogna poi tenere conto di come la stampa ha parlato di questi scandali, talvolta esagerando. Si è buttata in una caccia alla notizia senza precedenti come è successo per esempio nei riguardi del card. Danneels".

Metropolis 2012: cosa vuole dimostrare?
"Metropolis intende rivolgersi innanzitutto ai cristiani tiepidi, ai cristiani battezzati ma che non conoscono più il cammino di fede della Chiesa. È soprattutto nei confronti di questa popolazione che ci rivolgiamo".

Un progetto di evangelizzazione in un mondo sempre meno cristiano. Come presentare la fede in un contesto in cui la fede non è più così evidente?
"Attraverso le catechesi, per esempio, si può mostrare come la fede sia un cammino di felicità, che conduce ad una gioia interiore e dà un orizzonte vero alla vita. È un lavoro dell’annuncio della fede. Con l’iniziativa di Metropolis cerchiamo di capire allora come far arrivare questo messaggio agli uomini, come raggiungerli. E non è facile, spesso è molto complicato. Con i pochi mezzi e le poche persone che abbiamo, noi abbiamo deciso di fare una scelta, di capire cioè a quale pubblico vogliamo rivolgerci. E abbiamo ritenuto interessante rivolgerci alle coppie giovani che sono spesso lontane dalla Chiesa ma che per il battesimo dei loro figli, ci vengono a cercare e a chiederci qualcosa. È un attesa che non possiamo deludere".

Metropolis è un progetto europeo: si svolge in 12 grandi metropoli del continente. Quale messaggio ha da dire all’Europa?
"Sono state scelte 12 città europee ma si sarebbe potuto scegliere città dell’America del Nord o di altre regioni del mondo: è la società secolarizzata che ci sta interpellando. Queste 12 città si confrontano con lo stesso problema di secolarizzazione. Non si vuole tanto dare un messaggio all’Europa quanto piuttosto alla società secolarizzata e dire che la Chiesa e la fede cristiana hanno qualcosa da dire anche se in si trovano oggi in una situazione di minoranza".

Che cosa vi aspettate dall’iniziativa?
"Spero che le persone che incontriamo, possano - per la grazia dello spirito Santo - ritrovare in loro una fede rinnovata e che i cristiani ritrovano uno slancio nuovo a condividere la loro fede con il mondo che li circonda. Un atteggiamento di annuncio e di condivisione della nostra fede senza complessi e senza arroganza di cui in Occidente non siamo più abituati".

24/02/2012 -



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