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- Europa
Le radici e il futuro
Casa della storia europea: a Bruxelles il progetto avanza
“Creare un luogo per la storia e per il futuro”, nel quale l’identità europea “possa continuare a crescere”. Questo dovrà essere l’obiettivo della “Casa della storia europea” secondo Hans-Gert Pöttering, ex presidente dell’Europarlamento e attuale deputato popolare. Nei giorni scorsi il rappresentante tedesco, insieme al professor Wlodzimierz Borodziej, presidente del Comitato accademico della Casa della storia europea, ha rilanciato le linee guida del progetto del futuro museo, che dovrebbe essere inaugurato nel 2014, “un anno che si preannuncia cruciale – ha fatto presente Pöttering – visto che si svolgeranno le nuove elezioni” dell’Assemblea Ue.
Dove nasce l’idea? Era il 13 febbraio 2007 quando Hans-Gert Pöttering, neo presidente del Parlamento europeo, nel suo programma presidenziale parlò per la prima volta del progetto della Casa della storia: “Dovrebbe essere un luogo designato a ripercorrere l’opera di unificazione dell’Europa e come è nato e si è evoluto il concetto di identità europea, coinvolgendo i cittadini di ieri, di oggi e di domani in questo percorso”. A seguito di una discussione dettagliata, l’Assemblea nel 2008 ha accolto all’unanimità questa proposta e nominato un comitato di nove esperti, sia storici che esperti museali, provenienti da differenti Paesi dell’Unione. La Casa della storia sorgerà dunque nel Palazzo Eastman a Bruxelles, nel cuore di Parc Leopold e del quartiere delle istituzioni europee. Sarà concepita come una museo moderno e ospiterà sia una mostra permanente sulla storia continentale, di 4mila metri quadrati, sia uno spazio, di circa 800 metri quadrati, per le mostre temporanee. È inoltre previsto un centro d’informazione nel quale i visitatori potranno ottenere materiale dettagliato sulla storia europea e sull’attualità, dapprima nelle tre lingue più diffuse, ossia inglese, tedesco e francese. Non mancheranno poi strumentazioni multimediali e interattive, percorsi didattici e saranno presenti audioguide in almeno 24 lingue, in modo da coinvolgere maggiormente il visitatore nel percorso.
L’obiettivo e il budget. La mostra permanente sarà dedicata alla storia europea del XX secolo e alla storia dell’integrazione comunitaria, con ulteriori prospettive sui principali processi storici dei secoli precedenti. Lo scopo – secondo Wlodzimierz Borodziej – “non è quello di presentare una semplice sintesi delle storie nazionali, ma di guardare ai fenomeni storici attraverso una prospettiva transnazionale ed europea”. Lo scopo del museo è poi quello di indurre a un maggior coinvolgimento dei cittadini nella vita politica e nei processi decisionali dell’Europa unita, proprio come si evince dall’articolo 151 del Trattato che regola il cammino di integrazione: “È compito dell’Ue contribuire al miglioramento della conoscenza e la diffusione della cultura e della storia dei popoli europei”. Al momento sono stati previsti 31 milioni di euro per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’edificio, 21 milioni per la mostra permanente e per la prima mostra temporanea e, infine, quasi 4 milioni che verranno utilizzati per incrementare la collezione. “I costi di realizzazione saranno a carico del Parlamento europeo, ma in parte potrebbero essere cofinanziati dalla Commissione, vista la disponibilità mostrata da parte del presidente José Manuel Barroso”, ha precisato Pöttering.
Qualche interrogativo. Un progetto sicuramente ambizioso che non poteva non sollevare delle polemiche, soprattutto di carattere economico, vista la crisi in corso e visto che sono stati da poco celebrati i 100 giorni dall’inaugurazione del Parlamentarium, il centro visitatori Ue a Bruxelles, centrato soprattutto sull’attività del Parlamento e delle altre istituzioni dell’Unione, ma con un’ampia parte dedicata proprio alla storia dell’integrazione. “La Casa della storia europea non rappresenta un duplicato delle realtà già presenti, ma bensì il suo obiettivo è quello di completare un percorso turistico-divulgativo dell’identità europea, in modo da offrire a un ipotetico turista un percorso a 360 gradi, nell’arco di pochi metri”, ha tenuto a precisare l’eurodeputato. Presupposti e finalità distinte caratterizzano i due musei, la Casa e il Parlamentarium, secondo l’ex presidente: “La visita al Parlamentarium e all’emiciclo, dove si svolge la sessione plenaria, intendono mettere in evidenza e approfondire il ruolo ricoperto dal Parlamento europeo, mentre il nostro museo ha una funzione più che altro legata alla storia delle nazioni che hanno fatto l’Europa”. A chi infine ha visto in questo progetto uno strumento di propaganda politica in vista delle prossime elezioni europee, Borodziej e Pöttering hanno risposto che “verrà garantita la massima neutralità sia nell’approccio delle tematiche politiche che di quelle economiche, storiche e culturali, in quanto sia gli esperti che i politici che sostengono tale iniziativa provengono da ambienti e studi differenti”.
03/02/2012 -
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