Versione testuale
- Europa
Per un miglior vicinato
Per i Paesi della primavera araba un´immediata politica di coesione
Una nuova politica di coesione euromediterranea da avviare subito attraverso un migliore accesso degli enti locali ai fondi della politica di vicinato; cooperazione territoriale rafforzata in settori strategici come la sostenibilità e le infrastrutture energetiche; estensione del Covenant of Mayors (Patto dei sindaci) al Sud del Mediterraneo. È il messaggio lanciato il 30 gennaio a Bari dai rappresentanti di regioni e città di oltre 30 Paesi, riuniti per la terza sessione plenaria dell’Assemblea regionale e locale del Mediterraneo (Arlem) ospitata dalla Regione Puglia sotto la guida dei due copresidenti uscenti: l’italiana Mercedes Bresso, presidente Comitato delle Regioni Ue, e Mohamed Boudra, presidente della Regione Taza-Al Hoceima-Taounate (Marocco).
Modello di sviluppo sostenibile. “Ad un anno dall’inizio della primavera araba”, l’Arlem ha indicato in che modo “l’Ue può sostenere le comunità locali della sponda sud del Mediterraneo in questa delicata fase di transizione, e come si stiano creando nuove opportunità di cooperazione”, ha dichiarato Mercedes Bresso dopo l’adozione della relazione annuale sulla dimensione territoriale dell’Unione per il Mediterraneo (UfM), redatta dai copresidenti Arlem. Sforzi che, secondo Bresso, “contribuiranno al lancio di una nuova politica di coesione volta a promuovere” nei Paesi del Sud del Mediterraneo “un modello di sviluppo sostenibile basato su un’amministrazione trasparente ed efficiente, un contesto economico più aperto e dinamico e, soprattutto, su un miglioramento concreto della qualità della vita e delle opportunità offerte ai cittadini”.
Insieme contro i cambiamenti climatici. “Dalla plenaria di Bari è arrivato un forte incoraggiamento alla transizione democratica in Egitto”, ha affermato Ali Abdelrahman, governatore di Giza (Egitto) e nuovo copresidente Arlem eletto dai partner del Sud del Mediterraneo, che entrerà in carica nell’agosto 2012 insieme con Ramón Luis Valcárcel Siso, presidente della regione Murcia (Spagna). “Vent’anni dopo la conferenza di Rio sul clima, il fallimento delle strategie adottate sinora e le nuove opportunità di cooperazione legate agli attuali movimenti democratici stanno spingendo le regioni e le città euromediterranee a unire le forze per aprire una nuova fase della lotta ai cambiamenti climatici, basata su un approccio più decentrato e coerente con le esigenze dei territori”, ha sottolineato Nichi Vendola, presidente della regione Puglia. Con l’adozione della sua relazione sulla desertificazione e i cambiamenti climatici, e di quella sulle energie rinnovabili nel Mediterraneo (relatore Michel Lebrun, Vallonia, PPE/BE), i membri Arlem hanno ribadito la necessità di “un impegno concreto e condiviso nel campo della sostenibilità” al fine di “accelerare il miglioramento di servizi come la gestione delle risorse idriche, il trattamento dei rifiuti, le forniture energetiche e i trasporti locali, decisivi per la qualità della vita di milioni di cittadini”. Passi fondamentali per “favorire la crescita democratica delle società in transizione”. Fathallah Oualalou (Rabat, Marocco) si è soffermato sul “ruolo delle piccole e medie imprese” per “la crescita sostenibile e la creazione di nuovi posti di lavoro”, mentre Asim Güzelbey (Gaziantep, Turchia) ha sottolineato “il valore della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale nel Mediterraneo”.
Sostegno ai Paesi della “primavera araba”. Per rafforzare il sostegno ai Paesi della “primavera araba” e alla formazione delle nuove classi dirigenti, a Bari sono stati firmati due accordi - con la European Training Foundation e con l’Università Euromediterranea (Emuni) – che porteranno a sviluppare competenze gestionali utili a sostenere processi di decentramento amministrativo e un migliore utilizzo dei fondi per la cooperazione. Composta da 84 membri provenienti dagli Stati Ue e dai 16 Paesi partner del Mediterraneo e presieduta da due copresidenti che rappresentano, su un piano di parità, l’uno i Paesi partner mediterranei e l’altro l’Ue, l’Arlem è stata creata nel gennaio 2010 in risposta alla richiesta di istituzionalizzare il ruolo degli enti regionali e locali all’interno del partenariato euromediterraneo. La Dichiarazione di Barcellona, adottata dalla Conferenza euromediterranea (1995) affermava infatti: “Le autorità comunali e regionali devono essere strettamente coinvolte nel funzionamento del partenariato euromediterraneo. Rappresentanti delle città e delle regioni saranno invitati a incontrarsi ogni anno per fare il bilancio delle comuni sfide e scambiarsi le loro esperienze”. Lanciato nel 2008 della Commissione europea dopo l’adozione del Pacchetto europeo su clima ed energia, il Covenant of Mayors (Patto dei Sindaci) è il principale movimento europeo che vede coinvolte autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. Attraverso il loro impegno i firmatari del Covenant intendono raggiungere e superare l’obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020.
03/02/2012 -
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