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Ucraina, Belgio, Polonia
Ucraina: processione contro il peccato dell’aborto Domenica 18 marzo si è tenuta a Lviv una processione religiosa alla quale hanno partecipato circa 40-50 mila persone. Ad organizzare l’evento è stata l’Archieparchia della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) di Lviv. I temi della preghiera sono stati invece preparati dai padri redentoristi. "Ricordiamo che la comunità cristiana si trova di fronte ad una grande responsabilità morale verso coloro che ritengono l’aborto un modo per uscire da situazioni difficili: dovremmo rigorosamente spiegare la posizione cristiana su atti così peccaminosi e vergognosi e sostenere chi è distrutto dalla disperazione", ha detto lo Ieromonaco Mykhailo (Ivaniak), citando un recente documento con il quale i gerarchi delle Chiese greco-cattolica e romano-cattolica chiedono di vietare l’aborto in Ucraina. I redentoristi fanno notare che molte persone hanno espresso sostegno alla pratica dell’aborto e fastidio per la presunta interferenza della Chiesa in un ambito al di fuori della sua competenza. "Questa parola della Chiesa non è apprezzata da tutti. Alcuni gruppi di persone hanno cominciato a protestare: ’Perché la Chiesa interferisce negli affari altrui? Una persona fa una scelta di vita. Lasciate fare a noi!’". "Tuttavia – hanno spiegato i monaci - la parola della Chiesa è la parola di Cristo e non si può tacere quando le persone commettono peccato. I cuori della gente sono diventati insensibile al peccato, ma la voce di Dio è ancora avvertita in loro". La processione è durata tre ore. Vi hanno preso parte sacerdoti, seminaristi, parrocchiani e studenti. Una grande croce di legno è stata portata a turno da artisti, insegnanti, rappresentanti delle autorità regionali e comunali. Alla fine il metropolita Ihor (Vozniak) di Lviv ha ringraziato tutti per la partecipazione, ha guidato la comunità nella preghiera per la glorificazione del Servo di Dio Andrey Sheptytsky, e ha impartito la sua benedizione.
Belgio: una "Marcia per la Vita" Si svolgerà a Bruxelles, il 25 marzo, la terza edizione della "Marcia per la Vita": gli organizzatori chiedono una nuova "cultura della vita" e domandano alle autorità politiche di garantire il rispetto della vita nascente dal momento che si contano ogni anno più di 19 mila aborti. La prima Marcia aveva riunito nel 2010 a Bruxelles 1.700 persone. Alla seconda nel 2011 il numero dei partecipanti è salito a 3.000. "La Marcia – spiegano gli organizzatori – intende essere una manifestazione familiare e cittadina, indipendente ad ogni partito politico. È organizzata da un Comitato di Studenti e giovani professionisti, neerlandesi e francofoni e quest’anno ha scelto come slogan: "Ogni bambini ha il diritto di festeggiare il suo compleanno". Hanno assicurato la loro presenza anche il vescovo di Tournai mons. Harpigny, e il vescovo di Gand mons. Van Looy. In reazione alla Marcia per la Vita, sarà organizzata sempre a Bruxelles una contro-manifestazione. Gli organizzatori della Marcia, fanno quindi sapere che in preparazione a domenica 25, ogni giorno della settimana precedente sarà organizzata un’ora di preghiera nella Chiesa di Saint-Jacques-sur-Coudenberg, a Bruxelles.
Polonia: politiche per la vita e la famiglia Domenica 25 marzo, anche la Chiesa in Polonia celebra la "Giornata della santità della vita", introdotta in risposta all’enciclica "Evangelium Vitae" di Giovanni Paolo II pubblicata il 25 marzo 1995. Nel 2004 il parlamento polacco ha inserito nel calendario in data 24 marzo la giornata per la vita e da allora è celebrata ufficialmente come festa nazionale. E proprio in concomitanza con quelle giornate il gruppo parlamentare per la difesa della vita e della famiglia ha presentato la risoluzione in difesa degli embrioni nelle procedure della fecondazione assistita in vitro chiedendo alle autorità competenti di recedere dall’intento di ammettere tali pratiche a carico del sistema sanitario nazionale. Il relativo progetto di legge riscontra opposizione di numerosi gruppi pro life. Auspicando l’introduzione del divieto della fecondazione assistita in vitro, la Federazione polacca dei movimenti per la vita sottolinea la necessità di un maggior impegno a favore delle famiglie numerose, finora solo raramente e limitatamente sostenute dalle autorità competenti. Secondo il card. Kazimierz Nycz, arcivescovo di Varsavia, la Polonia ha ereditato dal regime comunista un sistema di assistenza sociale alquanto insufficiente ma non è possibile ancora oggi parlare di una vera politica a favore delle famiglie e tanto meno a favore della famiglie numerose. Tra gli altri proprio a queste iniziative è dedicato il documento sulle questioni sociali adottato durante la recente sessione della Conferenza episcopale polacca e che verrà pubblicato a breve.
23/03/2012 -
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