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Germania, Portogallo, Ucraina
Germania: settimana della fraternità ebraico-cristiana Una cerimonia solenne, svoltasi l’11 marzo a Lipsia, ha segnato l’inizio della Settimana della fraternità ebraico-cristiana celebrata in tutta la Germania e giunta alla sua 60a edizione. Sono circa 1.000 gli eventi previsti in tutto il Paese, finalizzati ad approfondire il dialogo tra ebrei e cristiani. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi rappresentanti delle Chiese, della società e della politica tra cui mons. Heinrich Mussinghoff, presidente della Sottocommissione della Conferenza episcopale tedesca per i rapporti religiosi con il giudaismo, il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Dieter Graumann, e il presidente del Consiglio centrale dei musulmani in Germania, Aiman Mazyek. All’inaugurazione, il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca, Nikolaus Schneider, ha ricevuto la medaglia "Buber-Rosenzweig" dal Consiglio tedesco di coordinamento della Società per la cooperazione ebraico-cristiana, per via dell’"opera costante" di Schneider verso un "ripensamento e una ridefinizione delle relazioni ebraico-cristiane", si legge nella motivazione del Consiglio. Schneider ha esortato le Chiese ad intervenire contro il razzismo e l’antisemitismo: "Il luogo ideale per farlo è il mercato, l’opinione pubblica, il lavoro con i giovani, non lo spazio protetto della Chiesa", ha detto. Il card. Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Berlino, ha auspicato uno "scambio intenso tra le religioni": "Soprattutto i bambini e i giovani possono far riferimento, meno che in passato, a un ambiente sociale o ecclesiastico omogeneo. Non è più possibile procedere nel modo tradizionale".
Portogallo: Caritas Lisbona in difficoltà per la crisi La Caritas diocesana di Lisbona ha annunciato di trovarsi in grande difficoltà e senza mezzi adeguati per rispondere alle richieste di aiuto che sono in costante aumento: "Continuano a giungerci casi sempre più critici, e non abbiamo alcuna possibilità di dare soccorso materiale a tutte queste situazioni", ha affermato il presidente José Frias Gomes: "La realtà delle persone che incontriamo quotidianamente si è aggravata in forma relativamente accentuata, ed il problema maggiore è ora quello della sofferenza e dei rischi che intere famiglie stanno correndo". Gli aiuti sono prestati mediante i fondi accumulati dalla Caritas diocesana ai quali, in questo periodo, si aggiungono quelli del Fondo diocesano di Solidarietà, ottenuto con le donazioni risultanti dalle "rinunce quaresimali" mentre le famiglie bisognose sono identificate con l’aiuto degli organismi parrocchiali, dei centri sociali e dei movimenti di sostegno alla povertà: "Dopo che i casi più gravi sono stati segnalati da queste entità, la Caritas si incarica di indirizzare gli aiuti specifici e le quantità di denaro necessarie" ha spiegato il responsabile dell’associazione cattolica: "Il servizio di accoglienza è invece effettuato nella sede diocesana dove si trova il ‘Negozio solidale’, che si incarica di distribuire vestiti, giocattoli e libri scolastici". L’istituzione cattolica di Lisbona gestisce anche "una mensa sociale per anziani" nel Comune di Cascais, in cooperazione con centri sociali e comunitari, legata ad "una casa di riposo direttamente gestita, riconosciuta come esemplare dai servizi pubblici ed autonomi locali". Infine, nell’ambito della "Settimana della Caritas" appena conclusa, l’associazione ha realizzato un incontro tra tutti i volontari: "In questa difficile situazione - ha sottolineato il presidente della Caritas -, si tratta di un’iniziativa necessaria, volta a rafforzare la fraternità anche tra coloro che mettono a disposizione il proprio tempo a favore degli altri, nonostante il lavoro e gli impegni della propria famiglia".
Ucraina: nuovi documenti sovietici sul patriarca Josyf Slipyj È stato presentato il 7 marzo, presso l’Università cattolica dell’Ucraina (Ucu) a Leopoli, un libro in due volumi intitolato "Il patriarca Josyf Slipyj nei documenti dei servizi di sicurezza sovietici (1939-1987)". Redatto da Volodymyr Serhiichuk dell’Università nazionale Taras Shevchenko di Kiev, si tratta della prima pubblicazione di documenti dei servizi di sicurezza sovietici riguardanti la vita e le attività del capo della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina (Ugcc). Per il direttore dell’Istituto di Storia ecclesiastica della Ucu, Andrii Mykhailenko, il testo rappresenta un grande contributo alla base di fonti riguardanti lo studio della figura di Josyf Slipyj: "Analizzando i documenti, vediamo il conflitto di due visioni del mondo assolutamente diverse e inconciliabili. Slipyj utilizzava una terminologia normale, chiara per la chiesa e per l’ambiente ucraino, mentre l’altra parte lo considerava spionaggio e tradimento". Secondo l’autore, il libro include protocolli di interrogatori, rapporti, mandati di arresto, elenchi di beni confiscati e altri documenti che mostrano il vero atteggiamento del regime bolscevico nei confronti della Ugcc e i suoi sforzi per annientarla.
14/03/2012 -
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