Versione testuale
- Europa
L´Ue in breve
L’agenda comunitaria tra euro e crescita Il Consiglio Ue approva le sue "linee guida" per il bilancio pluriennale 2014-2020 (sollevando però le perplessità della Commissione); il presidente della Commissione Barroso vola ad Atene per richiamare la Grecia ai suoi impegni sul bilancio e le riforme; il presidente della Bce afferma a più riprese la volontà dell’istituto centrale europeo di "salvare l’euro". Anche se le vacanze sono alle porte, a Bruxelles resta alta la guardia sulla stabilità della moneta unica, con un occhio al rischio-speculazione e l’altro alla necessità di dar corso alla strategia per la crescita concordata dai capi di Stato e di governo a fine giugno, per la quale occorre appunto un bilancio adeguato su più anni. I punti in discussione sono molteplici. La prima preoccupazione è quella di evitare che i mercati finanziari prendano di mira il debito pubblico degli Stati aderenti, specialmente quelli con i conti tutt’altro che in ordine. Mentre il fondo anti-spread (più precisamente "Meccanismo di vigilanza unico per la zona euro", per permettere la ricapitalizzazione delle banche) divide gli Stati membri, la Banca centrale di Francoforte si dichiara pronta a intervenire, anche perché il fondo salva-Stati permanente (Esm) attende, per entrare in funzione, il via libera della Corte costituzionale tedesca, mentre la capacità di reazione di quello provvisorio (Efsf) è attualmente limitata, dopo gli interventi in diversi Paesi, ultimo dei quali la Spagna. Il secondo punto rimasto sostanzialmente in sospeso è la concretizzazione delle misure a favore del rilancio dell’economia europea, decise dal summit del 28 e 29 giugno. La posta in gioco sarebbe di 120 miliardi, comprendenti fra l’altro un migliore utilizzo e riorientamento dei fondi strutturali, il varo dei project bond per investimenti mirati (infrastrutture, energia, reti, sostegno alle piccole e medie imprese, ricerca) e il potenziamento della capacità creditizia della Banca europea per gli investimenti. Terzo elemento è la definizione del Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020: la Commissione ha avanzato una proposta un anno fa, il Consiglio ha preso posizione il 24 luglio, ma su questo tema sono già fissate altre tre riunioni del Consiglio tra fine agosto e metà ottobre. Nel frattempo la Commissione sta lavorando a una proposta legislativa per l’"unione bancaria", altro frutto dell’ultimo vertice a 27, mentre il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ha avuto il mandato di definire i contorni della rinnovata "unione economica e monetaria" che sarà valutata dal summit del 18 e 19 ottobre.
Diritti dei cittadini: consultazione on line Prosegue fino al 9 settembre la consultazione pubblica che la Commissione europea ha avviato per conoscere direttamente dai cittadini "quali sono gli ostacoli che impediscono l’esercizio della cittadinanza dell’Unione, ad esempio quando viaggiano in Europa, quando votano o si candidano alle elezioni o ancora quando fanno acquisti online". La consultazione è stata decisa in vista del 2013, dichiarato dall’Ue "Anno europeo dei cittadini". La Commissione, ha dichiarato la commissaria alla giustizia Viviane Reding, "si avvarrà dei risultati della consultazione per definire l’agenda politica ed elaborare la relazione sulla cittadinanza del 2013", che verrà presentata il 9 maggio del prossimo anno. La cittadinanza europea, che non sostituisce ma si integra con quella nazionale, è stata definita dal Trattato di Maastricht venti anni or sono, nel 1992. "L’Unione europea esiste grazie ai suoi cittadini ed è al loro servizio. I cittadini si aspettano risultati concreti dall’Europa ed è quello che facciamo riducendo le tariffe roaming oppure tutelando meglio i diritti delle vittime di reati", ha spiegato Reding. I diritti sono i più diversi e riguardano la salute, la dignità personale, le libertà individuali e sociali, la tutela della famiglia, il lavoro, la possibilità di muoversi liberamente nel territorio comunitario, la difesa dei consumatori. È la stessa Commissione a riconoscere che "esistono ancora forti limitazione all’esercizio dei diritti di cittadinanza". Il sito in tutte le lingue dell’Ue per far giungere le proprie osservazioni, suggerimenti e critiche in sede Ue su questo argomento è http://ec.europa.eu/your-rights-your-future[>>]. La Commissione vuole inoltre sapere come i cittadini immaginano l’Unione europea del 2020. La prima relazione sulla cittadinanza Ue, pubblicata nel 2010, aveva indicato 25 ambiti nei quali occorreva operare per garantire una piena fruizione dei diritti stabiliti dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali, allegata al Trattato di Lisbona. La stessa relazione aveva proposto di istituire per il 2013 l’Anno europeo dei cittadini. La seconda relazione sulla cittadinanza, cui sta lavorando la Commissione, "sarà un piano d’azione inteso ad eliminare i rimanenti ostacoli che impediscono ai cittadini di godere pienamente dei propri diritti".
01/08/2012 -
|