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Versione testuale - Europa
L´Ue in breve

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Risorsa-acqua: le preoccupazioni dei cittadini Ue
I cittadini europei "sono preoccupati per la quantità e la qualità dell’acqua" disponibile: lo afferma Eurobarometro con una indagine diffusa il 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua. "Nei Paesi del Mediterraneo uno dei problemi più sentiti è quello della siccità, menzionato dal 96% dei cittadini portoghesi, dal 95% degli spagnoli e dal 94% degli italiani intervistati". La stragrande maggioranza degli europei (79%) considera "particolarmente grave il problema delle inondazioni", citato "dalla quasi totalità degli intervistati in Romania (96%), in Bulgaria (94%) e in Polonia (94%)". Per quanto riguarda la qualità dell’acqua in Europa (argomento sul quale si concentra il sondaggio che ha coinvolto 25mila cittadini Ue), il 23% degli intervistati ritiene che negli ultimi dieci anni "essa sia migliorata o sia rimasta uguale", mentre il 44% pensa che si sia "deteriorata". La "minaccia più grave" per le risorse idriche citata dalla maggioranza (84%) del campione intervistato "è l’inquinamento da agenti chimici, seguito dai cambiamenti climatici (55%) e dai cambiamenti negli ecosistemi idrici (49%)". Eurobarometro sostiene inoltre che tre europei su quattro sono convinti che l’Ue "dovrebbe proporre ulteriori misure per affrontare i problemi connessi alle risorse idriche in Europa". Guadagnano anche favore "le proposte di multe più severe per chi inquina" e una politica dei prezzi più equa. Il 61% degli intervistati "ritiene di non fare abbastanza per proteggere le risorse idriche" e cita la necessità di informare i cittadini sulle modalità e possibilità di comportamenti virtuosi in tal senso; al contempo si indicano come irrinunciabili maggiori sforzi per proteggere la risorsa-acqua da parte dell’industria, dell’agricoltura e a livello della produzione di energia. Questi temi, ha spiegato il commissario all’ambiente Janez Potocnik, saranno presi in considerazione nel "Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee" che l’Esecutivo dovrebbe presentare nel novembre 2012. Il Piano, che "si baserà su un’analisi comprensiva di una modellazione economica e climatica nel periodo da ora al 2050", individuerà "le lacune attuali e le priorità future e proporrà misure per guidare i prossimi sviluppi della politica in materia di acque fino al 2020".

Bilancio pluriennale: investimenti e "risorse proprie"
"Come deve essere il bilancio europeo di domani?". Questo l’interrogativo posto dal primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt in apertura della "Seconda conferenza di alto livello - Quadro finanziario pluriennale e risorse proprie", svoltasi il 22 marzo nella sede dell’Europarlamento a Bruxelles. L’incontro, in cui erano rappresentati la presidenza di turno del Consiglio Ue, la Commissione, il Parlamento europeo e i parlamenti degli Stati membri, aveva per obiettivo la promozione di un dialogo tra le parti e la raccolta delle opinioni dei deputati nazionali; il punto di partenza della discussione – che dovrebbe concludersi entro quest’anno - era invece la proposta di bilancio pluriennale realizzata lo scorso anno dalla Commissione europea, con impegni finanziari previsti per oltre mille miliardi per il periodo 2014-2020. Una proposta che il presidente José Manuel Barroso ha definito "ambiziosa e innovativa". Il rappresentante della Commissione ha inoltre ricordato che "il budget Ue è un bilancio di investimento, e non di spesa corrente", grazie al quale è possibile garantire "investimenti chiave in tutti Paesi membri". Concetto ribadito dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, il quale ha letto ai presenti l’articolo 311 dei Trattati Ue dove si evince che "l’Unione si dota dei mezzi necessari per ottenere i propri obiettivi e per perseguire la propria politica, per tanto il bilancio viene finanziato con fondi propri". Schulz e Barroso hanno dunque insistito sulla necessità di consentire al bilancio Ue di disporre di "risorse proprie", anziché dipendere quasi interamente, come avviene al momento, dai trasferimenti annuali degli Stati membri. Il presidente del Parlamento Ue e quello della Commissione si sono detti d’accordo sulla introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (la cosiddetta Tobin tax). "Non basta avere grandi idee, occorre creare le condizioni per trasformarle in crescita e posti di lavoro", ha dichiarato ancora il capo dell’Esecutivo Barroso. Ecco perché "ad esempio sono stati proposti 80 miliardi di euro per finanziare il programma di ricerca Horizon 2020". L’istruzione "rappresenta l’altro aspetto cardine della proposta" della Commissione, in quanto nel 2020 il 35% dei lavori richiederà elevate competenze e istruzione. Per far fronte a questa sfida è stato lanciato il programma "Erasmus per tutti", per "dare a 5 milioni di persone la possibilità di formarsi all’interno della Ue". Trasparenza, chiarezza e semplificazione delle procedure per l’erogazione dei fondi, sono stati infine gli obiettivi ricordati dai tre relatori. Auspicando un "dialogo costruttivo", il primo ministro danese Thorning-Schmidt ha però segnalato che occorre "adottare una cultura basata sull’efficienza": "L’Europa dispone di scarse risorse, non possiamo più permetterci sprechi".

23/03/2012 -



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