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Versione testuale - Europa
L´Ue in breve

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Parlamento Ue la seconda edizione di "Week for life"
Si svolgerà dal 26 al 29 marzo la seconda "Settimana per la vita", il cui programma è in via di definizione, organizzata presso il Parlamento europeo di Bruxelles con una collaborazione fra eurodeputati e Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). A tale proposito è stato avviato anche uno spazio internet per le informazioni e le iscrizioni dei partecipanti (http://weekforlife2012.blogspot.com/[>>]). Molteplici i temi che saranno affrontati da esperti, politici rappresentanti di organizzazioni della società civile di varie nazionalità. Il 26 marzo si tratterà della lotta contro il cancro e degli sviluppi delle cure palliative. Il giorno seguente sarà messa a tema la "salute sessuale e riproduttiva" nei Paesi in via di sviluppo. Il 28 sarà la volta delle sfide in campo bioetico e della ricerca sulle cellule staminali nel quadro di Horizon 2020, il prossimo programma di ricerca dell’Unione per il periodo 2014-2020. Infine il 29 marzo è fissato lo European Congress for Life, con la partecipazione di esponenti della società civile, di associazioni pro-life e di organizzazioni non governative a confronto con europarlamentari ed esperti in materia.

Unicef e Commissione contro le mutilazioni femminili
Far evolvere la mentalità diffusa e contrastare talune pratiche tradizionali in vari Paesi africani allo scopo di evitare le mutilazioni genitali delle bambine e delle giovani ragazze. A questo fine è indirizzato un programma dell’Unicef, sostenuto finanziariamente dalla Commissione Ue, che – secondo un rapporto presentato alla vigilia della Giornata internazionale della donna – mostra risultati apprezzabili. Tale rapporto riguarda progetti di educazione e di sensibilizazione nelle famiglie, nelle scuole, nelle comunità locali e presso l’opinione pubblica, in Egitto, Eritrea, Etiopia, Senegal e Sudan. In Senegal, ad esempio, "dove il 28% delle donne di età compresa fra 15 e 49 anni ha subito l’infibulazione, si sono registrati progressi notevoli"; in poco meno di un decennio oltre 5.300 comunità locali hanno rinunciato a tale pratica e "il Senegal potrebbe diventare il primo Paese al mondo a dichiararne l’abbandono totale, probabilmente già nel 2015". Dati confortanti vengono proposti anche per gli altri Paesi coinvolti nel programma condotto dall’Unicef, che "ha contribuito a far conoscere meglio i pericoli" fisici e psicologici di tali pratiche, che sono contrarie ai diritti umani fondamentali. Andris Piebalgs, commissario allo sviluppo, ha dichiarato: "È inaccettabile nel ventunesimo secolo questa pratica", che grava con danni permanenti su bambine spesso di età inferiori agli 11-12 anni. L’Ue ritiene che ogni anno siano a rischio di mutilazioni 3 milioni di bambine in Africa e in Asia.

Calciatori, Fao e Ue: insieme per salvare vite nel Sahel
"Soccorrere le vittime della fame" nella regione del Sahel, "e reindirizzarle sulla via dell’autosufficienza": è l’obiettivo dichiarato della campagna "Together We Can Save Lives" (Insieme possiamo salvare vite umane), lanciato dalla Commissione europea in collaborazione con la Fao, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, e la Federazione europea delle leghe di calcio professionistico (Association for European Professional Football Leagues, Epfl). Il culmine della campagna, che prevede conferenze, incontri sportivi, incontri nelle scuole, sarà il fine settimana del 31 marzo e 1° aprile, in concomitanza con il ventesimo anniversario di Echo, la direzione generale per l’aiuto umanitario della Commissione. La campagna sarà richiamata negli stadi nel corso delle partite di calcio in una ventina di Paesi europei, con 300 squadre professioniste coinvolte. Tra gli "ambasciatori" della campagna figura il calciatore spagnolo, noto in tutto il mondo, Raúl Gonzalez Blanco, assieme a David Richards, presidente della Epfl e della Premier League inglese, José Luis Astiazarán, presidente della Liga spagnola, e Tom Bender, membro del consiglio di amministrazione della Bundesliga tedesca. "Dobbiamo intervenire rapidamente nella regione del Sahel – spiegano -, dove milioni di persone soffrono la fame". L’intento della Commissione è di sensibilizzare l’opinione pubblica e di portare nuovi aiuti materiali in Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, dove la carenza alimentare rischia di produrre centinaia di migliaia di vittime. Kristalina Georgieva, commissaria per l’aiuto umanitario, ha affermato: "La Commissione Ue è già impegnata in un’azione di risposta immediata, indispensabile per prevenire una crisi alimentare devastante che potrebbe colpire quasi 12 milioni di persone nella regione del Sahel. Stringendo un’alleanza con lo sport più popolare al mondo e con un partner affidabile quale la Fao sottolineiamo l’importanza di apportare aiuti d’urgenza per salvare vite umane".

09/03/2012 -



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