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50° CONCILIO: CON DECORO E CON ORDINE

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Mancava l’ultimo atto ufficiale e normativo per la celebrazione del Concilio, giunta praticamente al termine la complessa fase di preparazione e prima che l’assise ecumenica avesse inizio: la promulgazione del regolamento. Giovanni XXIII vi provvede con la lettera apostolica in forma di motu proprio "Appropinquante Concilio" che reca la data del 6 agosto 1962, festa della Trasfigurazione. Il tono, nonostante il carattere di ufficialità del documento, è quello abituale a papa Giovanni, paterno e confidenziale. Roncalli confessa che il suo animo "si riempie di grande gioia pensando già al prossimo e meraviglioso spettacolo che offrirà la moltitudine dei vescovi riuniti nella città santa di Roma" e si dice fiducioso "che non mancherà l’abbondanza delle benedizioni divine per il buon fine dell’opera cominciata". Nella gioia, ma anche nell’ansia comprensibile dell’attesa, il Papa tuttavia non nasconde le sue preoccupazioni, poiché "il prossimo Concilio, per il numero e la varietà di coloro che parteciperanno alle sue sessioni, è evidentemente il più grandioso di quanti ne siano stati celebrati finora", e quindi "non sarà facile interpretare correttamente le proposte di un’assemblea così numerosa, assecondare il pensiero di molti oratori, esaminare a fondo i voti e i desideri di tutti, così come porre in pratica tutto ciò che sarà deciso".

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05/08/2012 -



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