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SIRIA: AMNESTY, “AD ALEPPO IL CULMINE DI UNA BRUTALE REPRESSIONE” (2)

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Il rapporto descrive tutta una serie di violazioni dei diritti umani commesse ad Aleppo dalle forze statali, tra cui i deliberati attacchi contro manifestanti e attivisti pacifici, la caccia ai manifestanti feriti e ai medici che li curavano, l’abituale ricorso alla tortura, gli arresti arbitrari e le sparizioni forzate. “Le manifestazioni pacifiche cui ho assistito in varie zone di Aleppo sono terminate invariabilmente nello stesso modo: con le forze di sicurezza che sparavano proiettili letali contro i partecipanti, uccidendo o ferendo in modo indiscriminato e sconsiderato questi ultimi, così come persone che stavano assistendo alle proteste”, ha dichiarato Rovera. Amnesty rinnova la richiesta al Consiglio di sicurezza di “garantire la presenza di una missione di osservatori sui diritti umani in Siria, o estendendo ed espandendo l’ormai paralizzata e in via di scadenza Missione di supervisione dell’Onu in Siria (Unsmis) o istituendo un altro meccanismo”. L’organizzazione ribadisce ancora una volta “l’urgenza che il Consiglio di sicurezza deferisca la situazione della Siria alla Corte penale internazionale e imponga un embargo sulle armi alla Siria, con l’obiettivo di fermare l’afflusso di armi al governo di Damasco”. E chiede al Consiglio di sicurezza di “congelare i beni del presidente Bashar al-Assad e di altre persone sospettate di aver ordinato o eseguito crimini di diritto internazionale”.

01/08/2012 -



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