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SIRIA: AMNESTY, “AD ALEPPO IL CULMINE DI UNA BRUTALE REPRESSIONE”

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“L’assalto lanciato in questi giorni dalle forze governative contro la città di Aleppo costituisce il culmine di mesi di brutale repressione contro le voci dissidenti”. E’ la denuncia di Amnesty international contenuta in un nuovo rapporto pubblicato oggi sulla Siria, frutto di indagini compiute direttamente ad Aleppo alla fine di maggio. Amnesty documenta l’uso costante di munizioni letali da parte delle forze di sicurezza e degli shabiha (le famigerate milizie governative) contro manifestazioni pacifiche, le uccisioni e i ferimenti di chi vi prendeva parte così come di chi vi era estraneo, bambini compresi, e la caccia ai feriti, ai medici che curavano questi ultimi e agli attivisti dell’opposizione. “L’attacco contro Aleppo, che pone sempre di piu’ la popolazione civile a rischio, è il prevedibile sviluppo di quel modello di violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza in tutto il Paese”, ha dichiarato Donatella Rovera di Amnesty, che ha recentemente trascorso diverse settimane nel nord della Siria, inclusa Aleppo. Il nuovo rapporto di Amnesty racconta come famiglie di persone uccise per aver preso parte o aver assistito a manifestazioni abbiano ricevuto pressioni per firmare dichiarazioni secondo le quali i loro parenti erano stati assassinati da “bande armate di terroristi”.

01/08/2012 -



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