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DIOCESI: VERCELLI, “LA CITTÀ EDUCATIVA” IN UNA RIFLESSIONE DI MONS. MASSERONI
“Educare non si riduce a trasmettere norme di buon galateo; non si riduce a illuminare l’intelligenza per il traguardo di un titolo di studio socialmente utile; non significa allenare il corpo per guadagnare buoni risultati sul campo sportivo. Educare significa riconoscere il mistero complesso ed esigente della persona”: lo ha detto questa mattina a Vercelli, nella messa solenne in cattedrale in occasione della festività del santo patrono Eusebio (clicca qui[>>]), l’arcivescovo mons. Enrico Masseroni proponendo una omelia dal titolo “La città di Eusebio, città educativa”. “Si avverte una sorta di inquietudine, - ha proseguito - perché la relazione educativa si è fatta problematica, soprattutto tra le mura domestiche, in famiglia, nella scuola. La questione educativa ha varcato i confini della stessa comunità ecclesiale, quasi sempre la prima ad avvertire con gli occhi dei profeti, i rari veggenti del futuro, i segnali dei tempi nuovi, i passaggi intergenerazionali”. “L’invasione della domenica attraverso l’apertura dei centri commerciali, - ha aggiunto - l’occupazione del tempo pieno sui campi di calcio, l’evasione edonistica, espropriano Dio, e la vita viene condannata ad una perdita in umanità. I nostri ragazzi non sono soltanto muscoli da snellire, gambe da allenare, ma sono cuori da illuminare con la luce di Dio, sono coscienze da formare…”.
01/08/2012 -
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