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BENEDETTO XVI: UDIENZA, “NON SI PUÒ FARE A MENO DI PREGARE” (2)

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Da Sant’Alfonso il Papa ha ripreso la definizione di preghiera come “mezzo necessario”, e ha esortato i fedeli a interrogarsi sulla “questione centrale: che cosa è davvero necessario nella nostra vita?” “La salute e tutte le grazie che per quella ci bisognano”, la risposta di S. Alfonso, che comprendeva “non solo la salute del corpo, ma anzitutto quella dell’anima”. “Più che di ogni altra cosa – ha commentato il Santo Padre - abbiamo bisogno della sua presenza liberatrice che rende davvero pienamente umano, e perciò ricolmo di gioia, il nostro esistere. E solo attraverso la preghiera possiamo accogliere Lui, la sua Grazia, che, illuminandoci in ogni situazione, ci fa discernere il vero bene e, fortificandoci, rende efficace la volontà, cioè la rende capace di attuare il bene conosciuto”. “Il discepolo del Signore sa di essere sempre esposto alla tentazione e non manca di chiedere aiuto a Dio nella preghiera, per vincerla”, ha sottolineato il Papa: “Anche noi, consapevoli della nostra debolezza – l’esortazione papale - dobbiamo chiedere l’aiuto di Dio con umiltà, confidando solo sulla ricchezza della sua misericordia”. Sulla scia di Sant’Agostino, sant’Alfonso “invita ogni cristiano a non aver timore di procurarsi da Dio, con le preghiere, quella forza che non ha, e che gli è necessaria per fare il bene, nella certezza che il Signore non nega il suo aiuto a chi lo prega con umiltà”. 

01/08/2012 -



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