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ECUMENISMO: SAE; SPINI, “IL RUOLO DI PROFEZIA DELLA CHIESA” (2)
Spini ha poi affermato che “nello spazio pubblico siamo cittadini e cittadine che si trattano l’un l’altro attraverso il medium dei diritti e dei doveri, non di scelte etiche. Quindi piuttosto che parlare di etica pubblica sarebbe meglio pensare a una politica che fa il suo dovere, che ritrova l’orgoglio della sua dignità”. “Cosa ci stanno a fare i credenti nello spazio pubblico e come ci stanno? Cosa è negoziabile, cosa non lo è?”, si è chiesta poi. Un punto di vista innovativo sulla questione, per la relatrice, “è offerto da Paul Ricoeur: le identità, intese non come blocco, ma come narrazione, pertanto intrinsecamente intersoggettiva, servono a sentirsi cittadini”. E il percorso “è anche l’altro che ti interroga nel cammino”. A proposito di etica e kerygma Spini ha sostenuto che “il compito delle Chiese nello spazio pubblico è il ruolo di profezia, e non di mera proposta etica. I credenti ci sono per dare linfa e forza alle istanze di giustizia e di equità che salgono dal basso”.
27/07/2012 -
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