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ECUMENISMO: SAE; BONDOLFI, “PENSARE ETICAMENTE LA SOCIETÀ”

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“Pensare eticamente la società”: è stato il tema affrontato, stamattina, da Alberto Bondolfi, direttore del Centro scienze religiose della Fondazione Kessler di Trento, alla 49ª sessione estiva del Sae, in corso a Paderno del Grappa (Tv). Bondolfi ha offerto un excursus storico sull’etica sociale. “I testi biblici, in particolare quelli neotestamentari non hanno la pretesa di formulare un’etica che inglobi tutta le società di quel tempo. Le indicazioni etiche ritrovabili in tali testi - ha fatto notare - vogliono solo preservare le prime comunità al seguito di Gesù da tendenze presenti in esse. Ci sono, ad esempio, gli ‘impazienti’ che ritengono che il ritorno imminente di Cristo legittimi una loro ‘fuga’ dai doveri di questo mondo”. Le generazioni seguenti, invece, “si sono adattate alle strutture sociali esistenti”. Il Medioevo “formula un’etica politica e sociale in cui non si problematizza la cristianità”. All’inizio della modernità “la cristianità d’occidente si spacca e le sensibilità etiche nei confronti delle società nazionali di quel tempo si differenziano”. Le sfide dell’industrializzazione portano le chiese a formulare “dottrine sociali” contrapposte “sia al liberalismo sia ai vari socialismi”. Oggi “le Chiese sono davanti alle sfide della complessità delle società immerse nei meccanismi della globalizzazione”.

23/07/2012 -



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