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SANITÀ: ARIS, È “ALLARME ROSSO” PER LE STRUTTURE SANITARIE CATTOLICHE

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“A parte casi isolati di cui si occupano ampiamente le cronache, la realtà è che istituti di vera eccellenza, ospedali classificati, case di cura e centri di riabilitazione che si sono conquistati nel tempo la fiducia degli utenti, sono ormai al collasso”. A parlare di “vero allarme rosso” per le istituzioni sanitarie gestite da enti e congregazioni religiose è la presidenza dell’Aris, l’associazione che riunisce oltre 250 strutture non profit di matrice religiosa di cui 10 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, 20 ospedali classificati, 5 presidi ospedalieri, 49 case di cura, 124 centri di riabilitazione e 18 R.S.A. “ Se poi dovessero subire gli ulteriori colpi di scure preannunciati dal decreto sulla ‘spending review’ – si legge in una nota dell’associazione – per molti di questi istituti il destino sembrerebbe segnato: cessione ai privati o chiusura definitiva con buona pace di migliaia di lavoratori che andrebbero ad ingrossare le fila di quelli che perdono il lavoro”. Non solo: “La chiusura di queste istituzioni finirebbe per gravare oltremodo sul servizio pubblico, verso il quale confluirebbero le migliaia e migliaia di malati assistiti da queste strutture, scelta per molti fondata su un rapporto di fiducia con l’istituzione”. (segue)

11/07/2012 -



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