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AGRIGENTO: FUNERALI VIETATI AL BOSS, L’ARCIDIOCESI “NON È IL PRIMO CASO”
“La nostra è la provincia più inquinata dalla mafia. La stragrande maggioranza dei nostri comuni ha infiltrazioni mafiose e noi agiamo tranquillamente come se nulla fosse o come se il problema non ci riguardasse”. Era un richiamo forte e chiaro quello che l’arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro rivolgeva con la lettera pastorale “Si avvicinarono a Lui” (2010), e con la decisione di non tenere la celebrazione eucaristica ma la semplice liturgia della Parola con la benedizione della salma per il presunto vice capo cosca della famiglia mafiosa di Siculiana (Agrigento), Giuseppe Lo Mascolo arrestato durante l’operazione Nuova Cupola morto a seguito di un ictus dopo l’arresto. “Quello che si è verificato a Siculiana – spiega oggi don Carmelo Petrone, direttore del settimanale diocesano L’Amico del Popolo – non è il primo caso. Già in altri Paesi della provincia si erano verificati casi simili ed i sacerdoti, sentito l’arcivescovo e il commissione diocesana hanno ritenuto opportuno procedere come nel caso di Siculiana”. (segue)
05/07/2012 -
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