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BENEDETTO XVI: UDIENZA, IL “PRIMATO” DI DIO DI FRONTE AI “TANTI DOMINATORI” (2)

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“Come si può gioire di fronte a una condanna a morte ormai imminente? Da dove o meglio da chi san Paolo trae la serenità, la forza, il coraggio di andare incontro al martirio e all’effusione del sangue?”. Questi gli interrogativi che si è posto il Papa all’inizio della catechesi, facendo notare che nell’ultimo capitolo della Lettera agli Efesini c’è “un forte invito alla gioia, caratteristica fondamentale” del nostro essere cristiani. “Gioire di fronte al rischio imminente del martirio e della sua effusione del sangue – la risposta di Benedetto XVI al termine della catechesi – è possibile soltanto perché l’apostolo non ha mai allontanato il suo sguardo da Cristo sino a diventargli conforme nella morte”. Benedetto XVI ha esortato, in particolare, a riscoprire il gesto della genuflessione, che esprime “l’atteggiamento di adorazione di fronte a Dio, anche con il corpo” e che è importante “compiere non per abitudine e in fretta, ma con profonda consapevolezza”.

27/06/2012 -



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