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BENEDETTO XVI: UDIENZA, “QUANDO SONO DEBOLE, È ALLORA CHE SONO FORTE” (3)

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“È Dio che opera meraviglie proprio attraverso la nostra debolezza, la nostra inadeguatezza all’incarico”. Ad assicurarlo è stato il Papa, nella parte dell’udienza generale di oggi in cui si è espresso a braccio sul tema della preghiera nella seconda Lettera di san Paolo ai Corinzi, che dimostra come “la forza si manifesta pienamente nella debolezza”. “Paolo avrebbe preferito essere liberato” dalla “prova” descritta nella Lettera, ha commentato Benedetto XVI, ma il Signore gli ha risposto: “Avrai sufficiente grazia per resistere”. “Il Signore – ha spiegato infatti il Santo Padre – non libera dai mali, ma ci aiuta a maturare nelle sofferenze, nelle difficoltà, nelle persecuzioni”. “La fede – ha proseguito il Papa – ci dice che se rimaniamo in Dio, anche se l’io esteriore si va disfacendo, anche se ci sono tante difficoltà, quello interiore si rinnova, matura di giorno in giorno proprio nelle prove”. “Anche noi siamo deboli, ma vivremo in Lui”, ha assicurato Benedetto XVI, spiegando come “la preghiera non allontana dal mondo, ma ci dà la forza di fare quello che si deve fare nel mondo”.

13/06/2012 -



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